Caccia alla volpe in tana: «C’e’ la moratoria, ma non basta»

volpeSIENA. «Si tratta indubbiamente di un fatto positivo, di una dimostrazione di buona volontà che costituisce un evidente passo avanti». Sono le parole espresse dall’Enpa nazionale e il coordinatore regionale per la Toscana, Giovanni Pacini, dopo aver appreso la decisione della Provincia di Siena che ha deciso una moratoria sulla caccia alla volpe in tana, che sarebbe dovuta partire il 1° aprile. Secondo l’Enpa, la decisione della Provincia rappresenta un atto dovuto di fronte alla imponente e impressionante mobilitazione dei cittadini, anche molto lontani dalla sensibilità animalista, che si sono opposti con estrema determinazione al massacro dei cuccioli di volpe e delle loro madri. «In questa circostanza – dichiara la Protezione Animali – l’opinione pubblica del nostro Paese ha dato un segnale importantissimo alle istituzioni: ha detto chiaramente che è ora di finirla con gli inutili e inefficaci piani di abbattimento della fauna selvatica, per di più con attuati con assurde motivazioni come in questo caso. Le volpi sono state condannate a morte perché colpevoli di nutrirsi di lepri e fagiani, le stesse prede che i cacciatori poi dovrebbero “divertirsi” ad uccidere durante la stagione venatoria: in sostanza, le volpi sono competitori del “popolo delle doppiette”». La questione della caccia alla volpe in tana tuttavia non è ancora chiusa del tutto, poiché la moratoria rappresenta un provvedimento temporaneo e non definitivo. Per questo l’Enpa continuerà a monitorare attentamente la situazione, tenendo alta la guardia per scongiurare un eventuale passo indietro. «Se il progetto di sterminio delle volpi dovesse in qualche modo ripresentarsi, siamo pronti a ripartire con la mobilitazione – aggiunge l’Enpa -. Naturalmente, siamo fin da ora disponibili, come lo siamo sempre stati, a fornire il nostro supporto per valutare alternative ecologiche e incruente all’abbattimento. Soluzioni che, come dice chiaramente la legge nazionale 157/92, devono avere l’assoluta precedente sui piani di abbattimento, inutili ed invisi alla stragrande maggioranza degli italiani». Insieme all’Enpa, si sono mobilitate numerose associazioni ambientaliste tra cui Legambiente e la LAV che aggiunge: «Siamo convinti che la caccia alla volpe in tana sia uno dei metodi più crudeli e sanguinari inventati dai cacciatori – commenta Massimo Vitturi, responsabile del settore caccia e fauna selvatica della LAV – per questo auspichiamo che non solo la provincia di Siena, ma tutte le province italiane smettano definitivamente di autorizzarla». La decisione della provincia di Siena, che cade ad esattamente 24 ore dal deposito della denuncia preparata dall’Ufficio Legale della LAV, è certamente un segnale positivo che potrebbe indurre un nuovo approccio alla gestione dei predatori, che prenda finalmente atto della loro importanza nella difesa della biodiversità, anche decretandone la tutela integrale e il divieto di abbattimento. «Riteniamo che chiunque si renda responsabile dell’uccisione delle volpi e dei loro cuccioli tramite l’uso dei cani – conclude la LAV – debba essere denunciato per maltrattamento e uccisione di animali, un reato che prevede l’arresto fino a due anni».

di Mirella D’Ambrosio

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