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Ocse: «Aiuti allo sviluppo giù di 4 punti». Tutta colpa della crisi

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puzzle del mondoROMA- Secondo l’Ocse (Organizzazioe per e la cooperazione lo sviluppo economico), nel 2012 gli aiuti allo sviluppo provenienti da tutto il mondo hanno superato quota 125 miliardi di dollari, lo 0,29 per cento del reddito nazionale lordo dei paesi donatori, nonostante ciò  sono diminuiti del 4 per cento, nonostante già nel 2011 siano caduti di circa il 2 per cento. Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia e Giappone restano tra i paesi da cui proviene il volume più consistente degli aiuti, mentre Danimarca, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia sono i paesi che hanno continuato a superare gli obiettivi fissati dalle Nazioni unite per gli Aps (pari allo 0,7% del reddito nazionale lordo). Aiuti che aumentano in nove paesi, come Australia, Austria, Islanda, Corea e Lussemburgo, mentre crollano in altri 15, con tagli più consistenti in Spagna (-49,7%), Italia (-34,7%), Grecia (-17,0%) e Portogallo (-13,1%).
Secondo lo studio, i paesi del G7 hanno fornito il 70 per cento del totale degli aiuti nel 2012. Al primo posto, gli Stati uniti con 30,5 miliardi di dollari nel 2012, con un calo del 2,8 per cento in termini reali rispetto al 2011. Gli aiuti dei paesi donatori dell’Unione europea, invece, sono stati pari a 63,8 miliardi di dollari, con un calo del 7,3 per cento rispetto al 2011. Sono in pochi, infatti, i paesi europei a far registrare un dato positivo, mentre per l’Italia, l’Ocse sottolinea l’impegno del governo “ad aumentare gli stanziamenti dell’Aps al fine di raggiungere 0,15-0,16 % del Rnl nel 2013”. A pesare sono la crisi finanziaria e la crisi della zona euro che “ha portato molti governi ad attuare le misure di austerità e di ridurre i loro bilanci per gli aiuti – spiega l’Ocse -. Tuttavia, nonostante le attuali pressioni fiscali, alcuni paesi mantenute o aumentate i loro bilanci dell’Aps al fine di raggiungere gli obiettivi che si erano posti”.

di D.D.

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