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Ospedali calabresi, appello a Emergency

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REGGIO CALABRIA. Emergency e Gino Strada aprano quattro ospedali da campo in Calabria. Una provocazione, ma neanche tanto.  A lanciare l’appello, infatti, sono 4 paesi arroccati tra le montagne: Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli. Si trovano a centinaia di metri sul livello del mare, tra la provincia di Cosenza, Catanzaro e Vibo Valentia, e sono raggiungibili percorrendo strade dissestate che d’inverno sono immerse nella nebbia e coperte da ghiaccio e neve. Proprio qui il piano di rientro della Sanità calabrese ha previsto il ridimensionamento degli ospedali esistenti, rendendo praticamente impossibile far fronte alle situazioni di emergenza e urgenza sanitarie.
IL PIANO. Per ridare ossigeno al cuore infartuato della Sanità calabrese il piano di rientro ha previsto la chiusura e la “riconversione” di intere strutture ospedaliere, tra cui quelle dei paesi di montagna. Senza prevedere però, soluzioni alternative per il fitto bacino d’utenza calabrese. Il risultato è una congestione senza precedenti, quasi in tutta la regione. I posti letto per acuti scarseggiano. Si arriva a passare intere notti in pronto soccorso, perché negli ospedali della provincia di Cosenza, Catanzaro e Crotone non c’è un posto letto. Fausto Sposato, del comparto Sanità della Cgil calabrese afferma che: “Non può esserci un piano di chiusura di strutture ospedaliere senza un rafforzamento dell’attività territoriale sanitaria.
LA PROTESTA. Il presidio AB dell’Annunziata di Cosenza, che è l’ospedale principale della provincia, sta letteralmente scoppiando, perché non riesce a far fronte a tutte le richieste e di urgenza e a quella programmate, dei pazienti di una delle province più grandi d’Italia”. Intanto i paesi montani sono sul piede di guerra e definiscono la loro protesta “una battaglia di civiltà”. In vista ci sono manifestazioni e azioni legali. Intanto c’è l’appello ai medici di Emergency: “Vengano ad aiutarci”

Mirko Dioneo

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