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Povertà, Comberiati: «Campania Cenerentola, ci vogliono più contenuti e meno slogan»

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«Secondo gli ultimi rapporti sulla povertà assoluta, la Campania risulta la prima regione in Italia includendo nuclei familiari e singoli individui. Purtroppo il Reddito di cittadinanza non ha portato i benefici sperati, si tratta di una misura solo slogan e zero contenuti». E’ l’allarme lanciato da Melicia Comberiati, Portavoce della Alleanza contro la Povertà in Campania, che grazie ad associazioni, rappresentanze dei comuni e delle regioni, enti di rappresentanza del terzo settore e sindacati, si occupa di contrastare la povertà assoluta sia a livello regionale sia a livello nazionale.

«Non facciamo populismo – ha chiarito la Comberiati – ma il Reddito di cittadinanza è stato approvato nelle ‘segrete stanze’ e nessuno ha pensato di coinvolgere le parti sociali, le Regioni, i centri per l’impiego o gli Enti locali che hanno competenze normative».

Ma quali sono stati i numeri del Reddito in cittadinanza in Campania? «Un campano su 4 vive in stato di povertà – ha ricordato la Comberiati – la nostra Regione ha il primato per le richieste di Reddito di inclusione e di Reddito di cittadinanza. Su 250mila percettori di Reddito di cittadinanza convocati, solo in 70mila hanno firmato un patto per il lavoro. Il gap occupazionale è aumentato del 2% tra Nord e Sud, inoltre il Reddito di cittadinanza utilizza una scala di equivalenza che penalizza le famiglie numerose e con minori. Sarebbe utile apportare dei correttivi, perché oggi sono esclusi anche gli immigrati, i senza fissa dimora e i nostri emigranti di ritorno, questa misura è decisamente incostituzionale».
L’ Alleanza contro la Povertà in Campania sta svolgendo un lavoro fondamentale a Napoli e in Campania, l’associazione infatti riunisce trenta soggetti che quotidianamente lavorano per contrastare le fragilità sul territorio, ma non basta: «il problema si deve affrontare a monte – ha rilanciato con Comberiati – , le risorse destinate al sociale sono le ‘Cenerentole’ delle politiche da attivare sul territorio. Solo grazie alla nostra determinazione non è stato cancellato il fondo servizi. E’ necessaria una governance in grado di coordinare i soggetti e gli enti locali coinvolti, altrimenti rischiamo di essere accusati di non spendere le risorse in campo. I comuni hanno dovuto compiere un grande sforzo per sfruttare al meglio il Fondo servizi, perché l’obiettivo principale è quello di pensare ai bisogni di un singolo individuo. In Campania stiamo portando avanti una grande battaglia per rinforzare gli Ambiti territoriali che oggi non hanno la forza di svolgere al 100% il loro lavoro, stiamo infatti provando a trasformarli in vere e proprie aziende consortili affinchè siano in grado di rispondere alle competenze di spesa e programmazione». Critico anche il tema che riguarda ragazzi e bambini: «La grande questione di cui nessuno parla – ha sottolineato Comberiati – riguarda l’aumento significativo della povertà minorile, un disagio legato ai problemi delle famiglie che incide purtroppo anche sul dato negativo registrato in Campania nell’ambito della dispersione scolastica. La povertà aumenta con il diminuire dell’età e la situazione in Campania è molto seria». Ma c’è una soluzione per contrastare la povertà e superare la burocrazia?
«Certo, realizzando un grande progetto per il Sud che segni una ripartenza sociale dell’Italia e un piano straordinario con al centro il lavoro, un piano capace di vincere la sfida di trasformare le criticità in opportunità di crescita per tutti».
> di Mariangela Barberisi

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