Connettiti con noi

Contributors

Vergognarsi all’alba per riscoprire la realtà

Pubblicato

il

Ascolta la lettura dell'articolo

di Luca Mattiucci
Ricordo tempo fa che imparai, ascoltando il consiglio di un’amica, a camminare tenendo gli occhi rivolti in alto. Quasi pronti a librare il corpo in volo. Piacevole sensazione quella dello staccarsi da terra. Chiede esercizio e, diceva lei, molto egoismo. Questo non l’avevo capito ancora, sino a stamane. Certo inizi uguali ne avrò vissuti. Ma oggi era diverso. Troppo presto per incontrare il mio vicino di casa, troppo presto anche per incrociare il mio salumiere intento ad aprire il suo negozio. No, stamane il mio mondo si è aperto in una dimensione parallela. Era ancora fermo nel suo torpore di mezza tenebra.
Un ragazzo di colore mi ha accolto al semaforo, gli ho detto che il vetro era pulito. Lui ha continuato a sorridermi canticchiando una musica che qui non sappiamo ascoltare più. E’ passato oltre, con la brina che gli aveva inumidito la tshirt indosso. Io dentro il mio caldo giubbotto mi son sentito un verme.
CONTINUA A LEGGERE IL POST SU Corriere.it
 

Agenda

Gravetti 20 ore fa

Nuovi Ogm, l’Europa decide. L’appello: «Fermare la deregolamentazione»

medolla 2 giorni fa

Cpr, il muro dei diritti negati: da Napoli riparte la mobilitazione contro i centri di rimpatrio

Gravetti 5 giorni fa

Castellammare di Stabia, cresce la rete del sociale

medolla 6 giorni fa

Spazzapnea e Spazzamare: dalla pulizia dei fondali alla tutela quotidiana del mare 

Salta al contenuto