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«Non sono pirati», ma gli attivisti Greenpeace restano in stato di fermo

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Action Against Gazprom's Arctic DrillingROMA- Il presidente russo Vladimir Putin, intervenuto oggi al forum sull’Artico a Salekhard, ha affermato che i 30 attivisti di Greenpeace attualmente in stato di fermo in Russia  per la protesta contro la trivellazione in Artico “ovviamente non sono pirati” ma avrebbero violato la legge internazionale.
«Siamo felici che il presidente Putin abbia riconosciuto che i nostri attivisti chiaramente non sono pirati – sottolinea Kumi Naidoo, direttore esecutivo di Greenpeace International- e hanno agito in quanto unicamente preoccupati per la salvaguardia dell’ambiente artico. I nostri climber hanno tentato di arrampicarsi sulla piattaforma petrolifera per attirare l’attenzione sulla minaccia delle trivellazioni nell’Artico e sul bisogno urgente di affrontare la minaccia dei cambiamenti climatici. Ė stata una protesta pacifica contro Gazprom, che ambiva a diventare la prima compagnia a estrarre petrolio dall’ Artico». Tutti i 30 attivisti rimangono al momento in stato di fermo vicino Murmansk, a quanto pare in località diverse. A cinque di loro, interrogati la scorsa notte, è stata confermato che sono indagati con l’accusa di “pirateria”, ma attualmente non sono stati accusati formalmente di alcun reato.
 

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