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Dall’Italia alla Cambogia per dire “no” alla prostituzione minorile

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di Francesco Heigel
Roma. Domani a Tg1/Fa’ la cosa giusta, viaggio dalla Cambogia all’Italia per parlare di prostituzione minorile e riscatto da un passato da dimenticare. Dalla Cambogia all’Italia per testimoniare la sua battaglia contro lo sfruttamento sessuale dei bambini, l’ospite Mak Ravieng, 34 anni, Ecpat Cambogia, ogni giorno aiuta i ragazzi a studiare, a diventare medici, parrucchieri, meccanici, insegna loro a conoscere il problema dello sfruttamento sessuale e a riconoscerne il pericolo. La sua storia inizia come quella di tanti bambini cambogiani in un orfanotrofio dove andare a scuola è solo un sogno fino a quando viene inserita in un progetto di sostegno a distanza grazie al quale riesce a studiare e diventare medico . Oggi è a capo di RFC (Respect For Children), organizzazione locale che gestisce il progetto di ECPAT-Italia a Phnom Penh.
LE STATISTICHE – In Cambogia circa 20mila i minori fatti prostituire; il 30% dei clienti è un turista sessuale e il 70% cambogiano. Nel paese dove la miseria è radicata sono forti le mafie che organizzano il mercatoNA SU RAIUNO
della prostituzione. All’indomani della ratifica della Convenzione di Lanzarote per la protezione dei minori contro lo sfruttamento sessuale con nuovi reati come l’adescamento dei minori in rete (grooming) e quello di pedofilia e pedopornografia culturale.
DOMANI MATTINA SU RAIUNO – Tg1/Fa’ la cosa giusta a cura di Giovanna Rossiello: Mak Ravieng, medico Ecpat, sarà in compagnia di Yasmin Abo Loha, coordinatrice Ecpat Italia. ECPAT-Italia è un’organizzazione che si occupa di difendere i bambini e gli adolescenti dallo sfruttamento sessuale, in Italia e nel mondo.
PER SAPERNE DI PIU’
http://tg1falacosagiusta.blog.rai.it/
www.ecpat.it

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