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Emergenza caldo, il direttore del Pronto Soccorso: “Vittime soprattutto gli anziani, poco abbienti e spesso soli”

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Il pronto soccorso, preso d’assalto per l’ondata di calore che ha toccato anche Napoli e la Campania negli ultimi giorni, che diventa una fotografia della debolezza del sistema sociale, dove ci sono carenze e dove sono penalizzati gli ultimi: in questo caso le vittime del caldo sono gli anziani, poco abbienti, spesso soli. Lo racconta a “Comunicare Il Sociale” il direttore della UOC Medicina d’Emergenza Urgenza e Pronto Soccorso dell’Ospedale CTO di Napoli, Mario Guarino, secondo cui l’incremento di accessi al pronto soccorso per l’emergenza caldo è stata sinora del 10%, concentrata nei giorni scorsi da bollino rosso vissuti dal capoluogo campano.

“Il pronto soccorso, ed è plusvalore del nostro lavoro, diventa un osservatorio privilegiato del sistema sociale che non regge, anzi che mostra le sue debolezze: ci sono anziani abbandonati, 90enni che vivono soli e che non possono permettersi non dico un condizionatore, ma neppure un ventilatore. In questi casi basta un po’ di disidratazione, perché alla loro età bevono poco, e li troviamo in gravi condizioni. E’ un’emergenza, da noi per esempio ne sono ricoverati tre, tra cui una 90enne che è disperata perché è sola, con un solo parente all’estero, ed è preoccupata per i suoi gatti. Sono il suo unico interesse. Sono cose che non sono scritte sui libri di medicina d’urgenza, ma è un qualcosa che c’è, se non curiamo i fabbisogni delle persone ma solo i sintomi delle malattie, non faremmo bene il nostro lavoro”, aggiunge il direttore del pronto soccorso del Cto di Napoli, evidenziando anche la condizione degli anziani: “Arrivano da noi gli scompensati, oppure i pazienti oncologici che con il caldo e la conseguente disidratazione hanno visto peggiorare le loro condizioni”, nota Guarino. “Sono pazienti in cui non viene rivalutata la terapia farmacologica, che va fatta, specie sulla somministrazione di diuretici, farmaci anti ipertensivi. Manca purtroppo il follow up sul territorio da parte dei medici di base, il nostro sistema sistema regge, perchè siamo pronti all’emergenza perenne per un qualcosa che non è così diverso dalle ondate per l’influenza. Siamo gli unici che danno risposte agli utenti 7 giorni su 7. Ma gli specialisti dovrebbero comunicare tra loro, valutando il peso dei farmaci su persone che sono fragili”.

di Nicola Sellitti

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