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LE COMUNITÀ CHE RESISTONO. Il valore del volontariato nell’età delle crisi permanenti  L’editoriale

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Settembre è tradizionalmente il mese della ripartenza. Riprendono le attività delle associazioni, dei volontari, delle organizzazioni del Terzo Settore. Si riaprono spazi di incontro, di ascolto e di partecipazione che rappresentano una risorsa preziosa per le nostre comunità. Quest’anno, tuttavia, questo nuovo inizio si inserisce in uno scenario internazionale e sociale particolarmente complesso.

Da tempo viviamo in una condizione che potremmo definire di “crisi permanente”. Le guerre che interessano diverse aree del mondo continuano a produrre conseguenze umanitarie, economiche e sociali che travalicano i confini dei territori direttamente coinvolti. Le tensioni geopolitiche alimentano l’instabilità dei mercati, incidono sui costi dell’energia e delle materie prime e finiscono per riflettersi sulla vita quotidiana di famiglie, lavoratori e imprese.

A questo quadro si aggiungono gli effetti sempre più evidenti delle variazioni climatiche. Ondate di calore, eventi meteorologici estremi, dissesto idrogeologico e fenomeni ambientali sempre più frequenti non rappresentano più emergenze episodiche, ma una trasformazione strutturale con cui siamo chiamati a confrontarci. Anche in questo caso, le conseguenze colpiscono soprattutto le fasce più fragili della popolazione, ampliando disuguaglianze già esistenti.

In un contesto simile, il rischio maggiore non è soltanto quello economico. Vi è un rischio sociale e culturale forse ancora più insidioso: la perdita di fiducia. Quando prevalgono paura, incertezza e senso di impotenza, si indeboliscono i legami comunitari, cresce l’individualismo e diminuisce la propensione a partecipare alla vita collettiva.

È proprio in questo spazio che emerge il valore del volontariato e del Terzo Settore. Le organizzazioni sociali non sono soltanto soggetti che offrono servizi o interventi di sostegno. Sono presìdi di cittadinanza attiva, luoghi nei quali si costruiscono relazioni, si promuove inclusione e si alimenta quel capitale sociale senza il quale nessuna comunità può affrontare le sfide del presente.

Nella città metropolitana di Napoli, come nel resto del Paese, migliaia di volontarie e volontari operano ogni giorno accanto a persone e famiglie che vivono situazioni di fragilità. Lo fanno con competenza, passione e spirito di servizio. Questa rete diffusa di solidarietà rappresenta una delle più importanti infrastrutture civiche del nostro territorio.

Le grandi questioni del nostro tempo richiedono certamente politiche pubbliche efficaci, investimenti e strategie di lungo periodo. Ma richiedono anche comunità coese, capaci di non lasciare sole le persone e di trasformare la partecipazione in responsabilità condivisa. La solidarietà non è la risposta a valle dei problemi: è una condizione necessaria per prevenirli e affrontarli.

Per questo la ripartenza di settembre deve essere anche un’occasione di rinnovato impegno civico. Non possiamo influire direttamente sugli equilibri internazionali o fermare da soli le crisi globali, ma possiamo scegliere di rafforzare i legami di prossimità, promuovere la cultura del dono e sostenere le reti sociali che rendono più forte e resiliente la nostra comunità.

Come CSV Napoli continueremo a essere al fianco delle associazioni e dei volontari, convinti che, proprio nei tempi più difficili, la solidarietà rappresenti non soltanto una risposta ai bisogni, ma una concreta speranza per il futuro.

 

di Umberto Cristadoro – presidente CSV Napoli

 

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