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Con GIO.V.E. i giovani al centro del cambiamento: partecipazione, formazione e prime attività nel Rione Sanità
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Nel Rione Sanità il progetto GIO.V.E., promosso da CSV Napoli e dall’istituto bancario UniCredit, entra nel vivo e, a pochi mesi dall’avvio, restituisce un primo quadro fatto di sperimentazione, adattamento e coinvolgimento crescente dei giovani. Il report di avanzamento racconta un processo ancora in divenire, ma già capace di attivare dinamiche significative sia sul piano individuale che comunitario.
Entrando nel merito, uno dei primi nodi affrontati riguarda l’organizzazione degli incontri. I tutor hanno lavorato insieme ai volontari per costruire un calendario condiviso, adattandolo alle esigenze reali del gruppo. Gli appuntamenti sono stati spostati nel tardo pomeriggio, con una certa flessibilità anche nei giorni. Accanto ai momenti formali, non sono mancati spazi informali — come una pizzata serale — che hanno contribuito a rafforzare il gruppo. Oggi il riferimento è il martedì pomeriggio, ma la gestione dei tempi resta una questione aperta.
Ed è proprio qui che emerge uno degli aspetti più interessanti del progetto: la difficoltà organizzativa diventa occasione educativa. La negoziazione di orari e impegni si trasforma in esercizio concreto di partecipazione e responsabilità. Nonostante gli impegni, i ragazzi continuano a esserci. Un segnale chiaro di coinvolgimento, anche se ancora in fase di consolidamento.
Sul territorio, intanto, si rafforza il lavoro di rete. La presenza costante dell’équipe nella Rete Educativa Sanità sta contribuendo a consolidare relazioni e a rendere più strutturata la proposta di volontariato giovanile nel quartiere.
Lo sguardo è ora rivolto ai prossimi appuntamenti. L’evento di primavera rappresenterà il primo vero banco di prova per i volontari e un momento pubblico per il progetto. Parallelamente continua l’attività di coinvolgimento di nuovi giovani, affidata soprattutto al passaparola e al racconto diretto tra pari. Una scelta precisa, che punta su dinamiche spontanee più che su canali formali, e che sta già dando i primi risultati.
Tra gli snodi centrali di questa fase c’è anche l’avvio dell’Hub del Volontariato. Il lavoro di coordinamento con la rete territoriale permette di intercettare bisogni concreti e di orientare meglio le attività dei volontari. Un meccanismo che, passo dopo passo, si sta affinando e che rappresenta uno degli elementi più innovativi del progetto.
Dopo i primi tre mesi, il quadro che emerge è articolato. Da un lato, cresce l’interesse dei giovani coinvolti, sempre più curiosi rispetto al proprio ruolo nel quartiere. Dall’altro, resta la difficoltà di garantire una partecipazione costante: scuola, università e lavoro incidono sulla continuità. La gestione del tempo si conferma quindi una delle principali sfide operative.
Sul fronte delle attività, sono partiti i percorsi di formazione e le azioni legate all’Hub. La formazione generale è quasi conclusa e ha offerto un primo spazio di confronto sui temi del volontariato e della partecipazione. Intanto è già iniziata quella specifica, legata all’evento di primavera in programma a inizio maggio, che vedrà i giovani impegnati insieme agli enti del territorio.
L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio dedicato ai diritti dei bambini. Al centro, questa volta, il tema degli spazi verdi: nel Rione Sanità il Parco San Gennaro è chiuso da anni. Da qui la scelta di lavorare su un’opera d’arte collettiva, strumento capace di trasformare un bisogno del territorio in un messaggio visibile e condiviso.
Infine, i numeri. Al 31 marzo sono 20 i giovani coinvolti, tra i 16 e i 25 anni. Un risultato in linea con gli obiettivi annuali e un primo segnale concreto: il gruppo prende forma e, gradualmente, cresce anche la consapevolezza del proprio ruolo.
di Adriano Affinito






