Responsabilità sociale
Giocattoli smarriti diventano un dono per 80 bambini, il progetto aziendale che costruisce dignità attraverso la solidarietà
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I giocattoli smarriti diventano doni per 80 bambini di Torre del Greco. Da scatole anonime, mai recapitate e destinate all’oblio, a piccole carezze custodite in carta regalo, capaci di accendere sorrisi: è il senso più autentico di “Valori ritrovati”, il progetto aziendale di Poste Italiane che mette in relazione economia circolare e volontariato d’impresa, e che solo lo scorso anno ha visto il recupero e la ricondivisione della bellezza di oltre 50mila oggetti.
Nella parrocchia del Preziosissimo Sangue, ottanta bambini di Torre del Greco hanno ricevuto giocattoli recuperati e confezionati con cura, accompagnati da un piccolo uovo di cioccolato. Un gesto semplice, ma dal valore profondo in un territorio segnato da fragilità sociali, dove ogni occasione di condivisione diventa presidio di comunità.
UN DONO CHE NASCE DAL RECUPERO
Un furgone di Poste Italiane, pacchi preparati uno a uno, una rete fatta di istituzioni e volontari: dietro la distribuzione c’è un lavoro silenzioso e ben strutturato. «Al centro di questa iniziativa ci sono i pacchi che non è stato possibile consegnare al destinatario e che non sono restituibili al mittente. Una volta scaduti i termini di legge previsti per tentare la consegna, i pacchi vengono aperti, il contenuto verificato, per essere poi avviati a un percorso di recupero e valorizzazione», ha spiegato Vincenzo Prestana, referente del polo logistico Poste-SDA di Pontecagnano.
Dentro quei colli si trovano oggetti di uso quotidiano – abbigliamento, giocattoli, piccoli elettrodomestici – che, invece di diventare scarto, vengono selezionati e reimmessi in un circuito solidale, destinati a enti del terzo settore e realtà locali.
LA RETE CHE COSTRUISCE VALORI
Alla consegna erano presenti, oltre a Prestana, il sindaco Luigi Mennella, il rappresentante della Protezione Civile Giovanni Accardo e il parroco Salvatore Accardo. Tutti insieme, insieme ai volontari e ai dipendenti di Poste, hanno contribuito a trasformare oggetti dimenticati in simboli di cura.
«In una società che va verso l’individualismo, è importante diffondere i valori della solidarietà e dell’aggregazione, che in questo caso passano attraverso un piccolo dono. È così che il senso di appartenenza cresce e si radica in ciascuno di noi», ha sottolineato Giovanni Accardo. A fargli eco il primo cittadino: «“Valori ritrovati” mostra come in una società sana principi fondamentali come condivisione e sostenibilità possano concorrere al raggiungimento di obiettivi importanti».
OLTRE IL DONO, UN MODELLO SOCIALE
Il valore dell’iniziativa non risiede solo nel risultato finale, ma nel processo che la rende possibile. Dietro ogni giocattolo consegnato ci sono ore di lavoro volontario, svolto dai dipendenti al di fuori dell’orario d’ufficio: selezione, verifica, confezionamento, distribuzione. Un impegno che racconta un’idea di impresa capace di andare oltre l’efficienza, per radicarsi nei territori come attore sociale.
Il progetto si fonda proprio su questo principio: promuovere sostenibilità e benessere delle comunità attraverso il coinvolgimento diretto dei lavoratori, in collaborazione con enti accreditati. Le attività spaziano dall’educazione al supporto delle fragilità, dall’ambiente alla salute, creando una vera comunità su scala nazionale.
I NUMERI DI UN CIRCUITO VIRTUOSO
“Valori ritrovati” rappresenta anche un esempio concreto di economia circolare. I dati ne raccontano la portata: tra il 2019 e il 2024 sono stati recuperati 374mila oggetti, per un totale di 196 tonnellate di materiali. Solo nel 2025, oltre 50mila articoli sono stati sottratti allo spreco e reimmessi in un circuito di riuso solidale.
Si tratta di una quota minima rispetto ai volumi complessivi delle spedizioni – circa lo 0,016% – ma dal grande impatto sociale e ambientale. Perché ogni oggetto recuperato diventa un’opportunità: riduce lo spreco, ma soprattutto genera inclusione.
IL SENSO DI “VALORI RITROVATI”
In un’epoca segnata dal consumo rapido e dall’individualismo, il progetto assume un significato ancora più forte. Qui lo scarto diventa risorsa, il rifiuto occasione, l’anonimato relazione. Ridare vita a un oggetto significa ridare senso anche a un sistema che troppo spesso produce esclusione.
E così, a Torre del Greco, un pacco mai consegnato trova una nuova destinazione. E un gesto, piccolo solo in apparenza, diventa un atto collettivo capace di rafforzare il tessuto sociale.
di Nadia Labriola






