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Delfini e biodiversità. Enpa: difendere il Mediterraneo

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canale_di_sicilia_biodiversitaROMA –  Il Santuario, minato purtroppo da numerosi e negativi interventi antropici e da recenti e gravi incidenti – il disastro della Concordia e la perdita da parte di una nave della Grimaldi di 224 fusti contenenti sostanze altamente tossiche – deve essere evidentemente maggiormente tutelato e non più considerato un’area industriale. L’Ente Nazionale Protezione Animali, in collaborazione con la Tethys , con lo scopo di valorizzare l’area protetta e difendere tutti gli abitanti del “Santuario dei Cetacei Pelagos” – la più grande area marina protetta dell’emisfero boreale che si estende per circa 90.000 kmq nel Mediterraneo nord occidentale fra Italia, Francia e Sardegna – invita all’incontro e allo studio dei delfini e delle balene a bordo del motorsailer Pelagos, in compagnia dei ricercatori Tethys “Il Santuario che comprende il Mar Ligure e parte del Mar Tirreno e del Mar di Corsica è costituito dalle acque marittime interne (15%) e territoriali (32%) di Francia, Monaco e Italia e dalle acque pelagiche adiacenti (53%)”, dichiara Ilaria Ferri, Direttore Scientifico dell’Enpa, che prosegue: “Grazie agli studi preliminari della Tethys, svolti alla fine degli anni ’80, che hanno evidenziato la massiccia presenza di molte specie di cetacei – principalmente stenelle e balenottere comuni – , il Santuario è diventato una realtà il 25 novembre 1999 quando a Roma i tre Ministri competenti firmarono l’accordo definitivo che sancì l’istituzione del Santuario. La legge n. 391 dell’11 ottobre 2001 del Parlamento italiano ha ratificato e reso esecutivo l’accordo consentendone l’entrata in vigore effettiva il 21 Febbraio 2002. L’area protetta è di circa 90mila kmq e comprende le acque tra Tolone sulla costa francese, Capo Falcone nella Sardegna occidentale, Capo Ferro nella Sardegna orientale e Fosso Chiarone in Toscana”. “C’è chi pensa che per vedere un cetaceo si debba andare nel mezzo del Pacifico, in Baja California o al Polo Sud: invece anche il Mediterraneo ospita una vasta e interessantissima schiera di balene e delfini”, dichiara Sabina Airoldi, responsabile del progetto di ricerca della Tethys nel Santuario, che prosegue: “Le zone in cui maggiormente si concentrano sono il mar Ligure e mar di Corsica, davanti alla ‘porta di casa’ si possono fare gli incontri più emozionanti con le gigantesche balenottere comuni – con 20-24 metri di lunghezza la seconda specie più grande al mondo dopo le ‘azzurre’ -, con i capodogli, i maggiori tra i cetacei dentati, e con diverse altre specie come stenelle, grampi, globicefali e tursiopi. E un incontro in mezzo al mare con una balenottera o un branco di delfini è cosa da togliere il fiato”.

di Mirella D’Ambrosio

 

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