LA PRIMA LEAGUE PER IL SOCIALE: VINCE NOLA E PORTA IL RISULTATO A CASA PER AUTISM AID

Scendere in campo con uno scopo diverso dal solito: vincere sì, ma per finanziare un progetto di responsabilità sociale sul territorio. Ventisei squadre amatoriali, formate da agricoltori provenienti da tutta l’Italia si sono cimentate in questa sfida “sociale” competendo per i 30.000 euro in palio. Il progetto nasce dall’ impegno di responsabilità sociale di ADAMA, società che fornisce agrofarmaci a livello internazionale, per contribuire alla crescita dell’agricoltura italiana anche attraverso iniziative in grado di valorizzare l’alleanza degli agricoltori con il proprio territorio e sostenere le comunità in cui gli agricoltori operano. La multinazionale ha organizzato le squadre e acquistato le magliette. Testimonial d’eccezione l’allenatore Arrigo Sacchi. Gli agricoltori si sono sfidati in gironi regionali o macro-regionali nel corso dei weekend del 2019 per arrivare alla finale dell’8 giugno che ha visto in campo quattro squadre: L’agrotecnico, Agrifarm 2012, Cerealfer Real Team e Simonetti. Una sfida all’ultimo sangue vinta dalla squadra Simonetti di Nola a sostegno del progetto “Coltiviamo Talenti” promosso dall’associazione Autism Aid che da anni è attiva in  Campania a sostegno dei ragazzi autistici. Il progetto di Autism prevede interventi formativi e attività pratiche di agricoltura, giardinaggio, cucina e organizzazione eventi con lo scopo di aiutare i ragazzi a sviluppare potenzialità e nuove forme di espressione emotivo-comportamentali. “Io mi sono occupato dell’organizzazione -racconta Felice Simonetti, portavoce della squadra di Nola-  mentre i due mister, Salvatore Giugliano e  Antonio Peluso della scuola calcio Soccer Dream di Nola, hanno allenato i ragazzi. La nostra squadra è stata formata da giovanissimi agricoltori. Basti pensare che il giorno prima della finale uno dei ragazzi doveva andare in campagna a scavare due chili di patate e abbiamo fatto due ore di ritardo. Nonostante tutti i nostri impegni abbiamo dato il massimo per impegnarci. Percorrere 300 km per una partita di calcio è faticoso, ma conosciamo bene Autism Aid e crediamo profondamente nel progetto. Il primo tempo della finale è stato davvero critico, stavamo perdendo 4 a 0, ma al secondo tempo- spiega- abbiamo fatto un grande recupero. Ho spronato i ragazzi, l’idea di poter vincere e poter finanziare il progetto li ha risvegliati e alla fine abbiamo vinto. Sappiamo che questi 30.000 euro ora saranno spesi al meglio e Autism potrà crescere.  La nostra soddisfazione più grande è aver giocato e vinto per quei ragazzi.”

di Lea Cicelyn