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Clochard derubato della sedia a rotelle: è gara di solidarietà

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 NAPOLI. Il vagabondo che non si muove da un mese e mezzo da un angolo di piazza San Domenico Maggiore perché privato da qualche scellerato della sedia a rotelle che gli consentiva di spostarsi in autonomia è ancora in attesa di un ricovero, nonostante i solleciti di movimenti, associazioni, esponenti della politica. Denuncia Francesco Emilio Borrelli dei Verdi: “Se la Asl Na 1 ed i servizi sociali del comune non faranno nulla siamo determinati a denunciarli per omicidio colposo qualora il disabile perisse per il freddo, la denutrizione o la cancrena che probabilmente lo ha colpito ad una gamba”.
GLI APPELLI. Borrelli e Luca Mattiucci, direttore di Comunicare il Sociale, il periodico sociale che esce in allegato al Corriere della Sera, sono stati a Piazza San Domenico per sollecitare gli interventi dagli enti preposti. E, in attesa dell’intervento delle istituzioni, è partita la gara di solidarietà. Sono arrivati beni di prima necessità, riviste e blocchetti per appunti a questa persona abbandonata la cui vicenda è diventata nota grazie alla denuncia dell’ Associazione il Corpo di Napoli. Continua Borrelli: “Questo barbone è probabilmente un artista che continua a scrivere e disegnare nonostante la condizione in cui si trova. Da quando si accasciato a P.zza San Domenico ha perso circa 20 kg di peso e fa i suoi bisogni sempre nello stesso posto senza che nessuno abbia mai pulito o disinfettato. Non può cercarsi il cibo, delira e si percuote creandosi da solo anche gravi ferite. A volte è in grado di accettare la carità, a volte non è neppure in condizione di capire chi vorrebbe aiutarlo ed inveisce contro i passanti. Beve e fuma molto”.
“Il Bar Neapolis, la libreria Abc e alcuni volontari e passanti – concludono Borrelli e Mattiucci – cercano di occuparsi di lui come possono portandogli pasti e bevande calde ma la situazione igienica è oramai insostenibile. Per questo il comune di Napoli e la Asl da noi fortemente sollecitati devono intervenire subito prima che si arrivi alla tragedia”.

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