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Giretto d’Italia 2013, nel nome dell’ambiente

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ROMA –  Si farà in 23 comuni italiani il check-point nelle strade per contare quante persone usano la bici per gli spostamenti quotidiani. Il 9 maggio sfida a colpi di pedale in 23 comuni italiani. Torna il Giretto d’Italia, il campionato nazionale di ciclabilità urbana promosso da Legambiente, Città in Bici (Coordinamento Nazionale Uffici Biciclette – A21Italy) e FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) per favorire la mobilità ciclistica in città. Per il terzo anno consecutivo, i comuni che aderiscono all’iniziativa “conteranno” i loro ciclisti, gareggiando in tre gironi a seconda del numero di abitanti: città grandi, medie e piccole. Bologna, Bolzano, Brescia, Carpi, Ferrara, Firenze, Genova, Grosseto, Milano, Modena, Padova, Parma, Pesaro, Pisa, Pordenone, Ravenna, Reggio Emilia, Saronno, Schio, Torino, Trento, Venezia e Vicenza le città in gara, dove saranno allestiti nelle strade appositi check-point per monitorare il passaggio di quanti usano la bici per gli spostamenti quotidiani. A vincere saranno i centri dove, nei varchi individuati, passerà la maggior percentuale di persone in bicicletta e quelle con il numero assoluto di ciclisti più alto.“Con il Giretto – dichiarano i promotori dell’iniziativa – vogliamo richiamare l’attenzione su quanti scelgono la bici per spostarsi in città e sulla necessità di fornire risposte e sostegno adeguati alla richiesta crescente di una mobilità nuova da parte dei cittadini. Aumentano, infatti, gli italiani che lasciano l’auto a casa, ma i ciclisti usano la bici a loro rischio e pericolo in città che non li prendono in considerazione e continuano a privilegiare solo le automobili. Le piste ciclabili rimangono quasi ovunque iniziative sporadiche, mal progettate o mal realizzate e non integrate in un sistema di rete cicloviaria necessaria affinché gli utenti della strada in bicicletta possano spostarsi abitualmente in condizioni di sicurezza. Vogliamo che le strade siano ripensate per la gente e non solo per le auto, come già accade in molte città europee. E’ necessario convincere le amministrazioni che, per liberare i centri urbani dal traffico e dall’inquinamento, anche l’urbanistica va ripensata: è indispensabile investire risorse in un cambiamento radicale, che renda le città più vivibili, moderne, attente alle esigenze dei cittadini”.

di Mirella D’Ambrosio

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