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L’importanza di chiamarsi SuperMario. Balotelli sulla copertina di Time

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MILANO. Un inglese più che buono, una pacatezza che non gli conoscevamo, risposte che esulano dalle consuete chiacchiere pallonare. Un Mario Balotelli nel segno di un understatement decisamente in linea col Paese in cui ha deciso di giocare, quello che si è offerto alle telecamere e ai taccuini del Time.
«THE MEANING OF MARIO»- Già, perché la prestigiosa rivista americana ha deciso nientemeno di dedicargli la copertina di quasi tutte le sue edizioni, esclusa solo quella Usa, ovviamente alle prese con Sandy e le elezioni presidenziali. «The meaning of Mario» è il titolo del magazine. «Cosa spiega il fenomeno Balotelli all’Europa su calcio, razza e identità europea», il sommario. Ovvero Time ha deciso di puntare su Balotelli per raccontare il continente che cambia e che si evolve.
SUPERMARIO VOLA ALTO – E Supermario, quasi comprendendo l’importanza dell’operazione, ha volato alto: ha spiegato di esser stato contento ai tempi dell’avvento di Obama e ha detto che vorrebbe conoscerlo. Che la sua parabola, primo vero nero del Paese, «potrebbe aiutare l’Italia a diventare più moderna, come l’Inghilterra e gli Stati Uniti». Ha scherzato sulla pioggia d’Inghilterra («non m’importa, tanto non esco di casa»), si è soffermato con affetto sui genitori adottivi per racconare poi i suoi sogni di fine carriera:«Vorrei essere ricordato come il giocatore più forte di tutti i tempi». Insomma pacato sì Supermario, ingenuo magari , non certo un ignorante attaccabrighe.

Matteo Cruccu – www.corriere.it

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