Connettiti con noi

Notizie

Sabbie mobili a Ponticelli: l’ex bitumificio è una bomba ecologica / VIDEO

Pubblicato

il

Ascolta la lettura dell'articolo

[monoslideshow id=79 w=450 h=350 present=’sparkles’]
di Nico Falco
NAPOLI. Elettrodomestici sfasciati, calcinacci, pneumatici e rifiuti d’ogni genere. Ma questa è solo quello che si vede in superficie. Quello che c’è sotto, ancora non è chiaro. “Sicuramente prodotti chimici e materiale altamente inquinante”, denuncia Mario Maggio, presidente della Commissione Ambiente della IV Municipalità di Napoli. L’ex bitumificio di Ponticelli ha tutta l’aria di una bomba ecologica, coperta da erbacce e da una discarica illegale di materiali edili. L’area è stata sottoposta a sequestro alcuni anni fa, per irregolarità nelle procedure di produzione e smaltimento; da allora è sotto custodia giudiziaria. Da alcuni punti del terreno fuoriescono fumi, sprigionati da chissà quale materiale interrato. Il fumo è ben visibile anche da parecchi metri di distanza e continua a salire da diversi giorni. Proseguendo tra le erbacce, dove sono ben visibili le tracce del passaggio di autoveicoli che hanno scavato solchi in corrispondenza delle ruote, camminando su un pavimento di rifiuti sminuzzati e ridotti quasi in polvere, si arriva alla parte centrale della struttura.
LA VASCA. Qui e là fusti abbandonati e pozzanghere di bitume liquido, lo stesso che riempie una grossa vasca al centro della zona. Alle spalle sono ancora accatastati i pneumatici che venivano utilizzati per alimentare i forni usati per preparare il bitume. Alcuni tratti, poi, fanno venire in mente le sabbie mobili: decine di metri quadrati di suolo all’apparenza cementificato, ma che cede sotto il peso per diversi centimetri. Almeno quattro dita di bitume lasciato sul terreno da chissà quanto tempo, nei quali rimangono le impronte quando vi si cammina sopra. Materiali che, invece di essere smaltiti come legge impone, sono stati sversati sul terreno. L’aria è densa, irrespirabile. Un odore che ricorda molto quello della plastica bruciata, tipico delle discariche dove i fili elettrici vengono bruciati per ricavarne il mare. Il tutto, a pochi passi dalle abitazioni.
I RESIDENTI. L’allarme è partito proprio dai residenti, esasperati dalla puzza che arriva dall’area continuamente. “Ho presentato un esposto agli organi competenti, – spiega Maggio, – è necessario che chi di dovere venga qui per controllare cosa c’è sotto questi rifiuti. Vogliamo dei controlli dell’Arpac, un carotaggio. E’ una bomba ecologica da bonificare e con la necessaria attenzione. Quel fumo che esce dal terreno non fa presagire nulla di buono”.

Agenda

Gravetti 5 giorni fa

Quattro amici al bar per cambiare il territorio: il successo dell’iniziativa dedicata ai cammini lenti

Gravetti 6 giorni fa

Libri in giro, il passaparola che trasforma le città in una biblioteca a cielo aperto

Gravetti 1 settimana fa

Addio alle cassette in polistirolo: la pesca guarda al futuro con uno sguardo alla sostenibilità

Area Comunicazione 1 settimana fa

Promuovere cittadinanza attiva e solidarietà: CSVnet e Ministero del Lavoro firmano un protocollo d’intesa

Salta al contenuto