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Cronaca

Terremoto in Venezuela, doppia scossa devasta il Paese:

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Il Venezuela è stato colpito da una violenta sequenza sismica che ha provocato crolli, panico tra la popolazione e gravi danni alle infrastrutture. Le scosse principali, registrate nella serata di mercoledì 24 giugno, hanno avuto magnitudo molto elevata, con valori indicati dalle fonti internazionali tra 7.1, 7.2 e 7.5. L’area dell’epicentro è stata localizzata nei pressi di Morón, nello Stato di Carabobo, lungo la costa settentrionale del Paese, a ovest della capitale Caracas.

Secondo le prime ricostruzioni, due forti terremoti si sarebbero verificati a distanza ravvicinata, scuotendo non solo la zona dell’epicentro ma anche la capitale e diversi Stati del Paese. A Caracas numerosi edifici sono stati evacuati, alcune strutture sono crollate o risultano gravemente danneggiate e migliaia di persone hanno trascorso le ore successive in strada, nel timore di nuove repliche.

Le autorità venezuelane hanno dichiarato lo stato di emergenza e mobilitato squadre di soccorso, protezione civile, forze di sicurezza e personale sanitario. Le operazioni sono concentrate nella ricerca di eventuali persone rimaste intrappolate sotto le macerie e nella messa in sicurezza degli edifici lesionati.

Il bilancio resta provvisorio. Alcune fonti internazionali riferiscono di oltre 30 vittime di vittime e circa 700  feriti, ma i numeri sono ancora in aggiornamento e potrebbero cambiare nelle prossime ore. Particolarmente colpite risultano alcune aree urbane e costiere, mentre sono state segnalate interruzioni nei servizi, difficoltà nelle comunicazioni, sospensioni nei trasporti e danni anche ad alcune infrastrutture strategiche.

Dopo le scosse è stata diramata anche un’allerta tsunami per alcune aree dei Caraibi, successivamente rientrata. Resta invece alta l’attenzione per le possibili repliche, che potrebbero aggravare la situazione degli edifici già lesionati e complicare ulteriormente il lavoro dei soccorritori.

La situazione degli italiani in Venezuela

La comunità italiana in Venezuela è storicamente numerosa e radicata, soprattutto nelle grandi città e nelle aree economicamente più importanti del Paese. Al momento, dalle fonti ufficiali consultate, non risultano comunicazioni pubbliche su cittadini italiani coinvolti direttamente nel terremoto. La Farnesina, attraverso l’Unità di Crisi, monitora le emergenze che coinvolgono connazionali all’estero e invita chi si trova fuori dall’Italia a registrare la propria presenza sul portale “Dove siamo nel mondo”, strumento utile per facilitare i contatti e l’assistenza in caso di calamità naturali, crisi o situazioni di emergenza.

Per i cittadini italiani presenti in Venezuela, il riferimento principale resta la rete diplomatico-consolare italiana: l’Ambasciata d’Italia a Caracas, il Consolato Generale d’Italia a Caracas e gli uffici consolari competenti per le diverse aree del Paese. In caso di necessità, i connazionali sono invitati a seguire gli aggiornamenti ufficiali, evitare spostamenti non indispensabili, non rientrare in edifici danneggiati e mantenere attivi i canali di comunicazione con familiari e autorità consolari.

Paese fragile, soccorsi complessi

Il terremoto arriva in un Paese già segnato da una lunga crisi economica, sociale e infrastrutturale. Questo rende più complessa la risposta all’emergenza: ospedali, servizi pubblici, rete elettrica, trasporti e comunicazioni potrebbero subire ulteriori pressioni nelle aree colpite.

La priorità, nelle prossime ore, sarà stabilire un bilancio più preciso delle vittime e dei danni, garantire assistenza agli sfollati, verificare la stabilità degli edifici e ripristinare i servizi essenziali. Diversi Paesi e organizzazioni internazionali hanno già manifestato disponibilità a fornire aiuti.

Il Venezuela si trova ora davanti a una delle emergenze sismiche più gravi della sua storia recente. La paura resta alta, mentre la popolazione attende notizie sui dispersi, sulle condizioni delle aree più colpite e sulla possibilità di ricevere assistenza in tempi rapidi.

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