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Il volontariato in “voti”: una pagella di autovalutazione per il salto di qualità

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di Stefania Melucci
NAPOLI – È possibile misurare il “volontariato” in termini economici? Come si possono valutare beni e servizi materiali offerti dal Terzo Settore? Come i volontari percepiscono la loro attività? In quest’ottica le ricerche della Fondazione Zancan e quella del Csv Napoli “Add value e volontariato – Valutazione partecipata e misura economica della gratuità”, presentate a Napoli nella facoltà di Scienze politiche della Federico II, provano a fare chiarezza. Nel corso del dibattito sono intervenuti  Giuseppe De Stefano, presidente CSV Napoli, Marco Musella, preside Facoltà di Scienze Politiche Università degli Studi di Napoli Federico II, Roberto Latella, presidente associazione  “Il Laboratorio”  e Renato Frisanco, della Fondazione Zancan . Due ricerche, una effettuata dal Csv e l’altra dalla Fondazione, si muovono entrambe nell’ottica di conoscere il volontariato da “dentro”, attraverso questionari somministrati alle associazioni sul territorio nazionale e in particolare su quello campano: «C’è ancora molto da lavorare – spiega Renato Frisanco, Fondazione Zancan – la pratica di valutazione e autovalutazione eleva la qualità del volontario e la capacità di intervento. Conoscersi per migliorare i servizi offerti».  
LA RICERCA CAMPANA – Se la ricerca effettuata dalla Fondazione Zancan raccoglie circa 800 associazioni, il Csv prova a dare importanza alla qualità e mira a costruire un metodo di autovalutazione da utilizzare all’interno delle associazioni. Si scopre che le associazioni occupano maggiori risorse alla formazione e meno alla valutazione. Il lavoro del Centro servizi per il Volontariato di Napoli è iniziato a giugno dello scorso anno con un gruppo di lavoro formato con i referenti di associazioni. In questo modo ciascun volontario, coinvolto nel percorso, ha portato nell’associazione l’esperienza svolta e poi riportarla anche nella rete di riferimento. Il lavoro, con appuntamenti settimanali e un corso di formazione per condividere metodologie, ha individuato strumenti di valutazione. «Abbiamo affrontato – spiega il Presidente del Csv Napoli Giuseppe De Stefano – il tema dell’autovalutazione all’interno del volontariato, settore indispensabile che è di difficile valutazione. Questa azione di ricerca scrive un capitolo interessante nelle indagini sul nostro territorio nell’ambito della ricerca sociale. È solo un primo passo».
redazionewe@www.comunicareilsociale.com
PER SAPERNE DI PIU’:
www.csvnapoli.it

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