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Lotta alla cecità: il giro d’Italia per una vista in salute passa per Nola

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Dopo Napoli, il tir hi-tech dentro il quale sarà possibile eseguire gratuitamente controlli oculistici ad alta tecnologia su retina e nervo ottico, ha fatto tappa a Nola.
Da questa mattina e fino al 28 novembre, dalle 10 alle 18, le persone di età superiore ai 40 anni potranno recarsi a piazza Duomo per effettuare lo screening. Numerosi i cittadini che si sono già sottoposti agli esami negli ambulatori della maxi struttura mobile, a cominciare dal primo cittadino di Nola, Gaetano Minieri.
Quella di Nola è la seconda città della Campania interessata dalla Campagna Nazionale di Prevenzione delle Malattie della retina e del nervo ottico. Il 29 toccherà poi a Salerno dove il tir hi-tech stazionerà fino al primo dicembre.
L’iniziativa, promossa dall’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità-IAPB Italia Onlus, è stata resa possibile grazie al sostegno del Parlamento italiano che, con l’ultima Legge di bilancio, ha voluto dare una risposta incisiva al grande bisogno di prevenzione visiva presente nella popolazione. La campagna gode del patrocinio del Ministero della Salute, della Conferenza Stato–Regioni, dell’Istituto Superiore di Sanità, della Società Oftalmologica Italiana, dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), oltre che dell’Intergruppo Parlamentare per la Tutela della Vista, presieduto dal parlamentare Paolo Russo: “ Si tratta – ha spiegato – di un modo concreto per aiutare i pazienti ma anche un modo moderno per orientare la politica verso scelte strategiche che aiutino i percorsi di prevenzione. Glaucoma, degenerazione maculare e diabete danneggiano la parte più delicata dell’occhio. Lo fanno in modo silente, subdolo: ai primi sintomi è già troppo tardi e si rischia la cecità per questo la prevenzione resta un ‘importante alleata”.
Tre sono gli obiettivi principali che la campagna si prefigge: far conoscere le principali patologie oculari causa di cecità e ipovisione nella popolazione; accrescere il livello di priorità della prevenzione oftalmica nelle agende sanitarie regionali; utilizzare i dati raccolti per avviare la costituzione di una banca dati nazionale, finalizzata a conoscere l’impatto delle patologie e indispensabile per lo sviluppo di politiche sanitarie pubbliche per la tutela visiva.

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