News
“La Partita con mamma e papà”: il carcere si trasforma in un campo di gioco per difendere i diritti dei bambini
Ascolta la lettura dell'articolo
Nel luogo simbolo della separazione e della pena, per un giorno vincono il gioco, gli affetti e la relazione. Torna anche nel 2026 “La Partita con mamma e papà”, il progetto ideato e promosso da Bambinisenzasbarre ETS che da dieci anni trasforma gli istituti penitenziari italiani in spazi di incontro tra genitori detenuti e figli. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, prevede partite di calcio, laboratori creativi e momenti di condivisione che consentono alle famiglie di vivere un tempo autentico di vicinanza affettiva, superando almeno per qualche ora le barriere fisiche e psicologiche imposte dalla detenzione.L’edizione 2026 coinvolgerà numerosi istituti penitenziari italiani. Tra gli appuntamenti già programmati figurano le case di reclusione di Orvieto e San Gimignano e le case circondariali di Teramo, Gela, Paola, Busto Arsizio, Biella, Locri, Agrigento e Cassino. Il calendario è in continuo aggiornamento e coinvolgerà centinaia di famiglie in tutta la penisola.
L’iniziativa si inserisce nella campagna europea “Non un mio crimine ma una mia condanna”, nata per richiamare l’attenzione sulle condizioni dei figli di persone detenute. Un fenomeno spesso invisibile che riguarda circa 100 mila bambini in Italia e oltre 2,4 milioni in Europa. Bambini che, pur non avendo commesso alcun reato, subiscono spesso il peso dello stigma sociale, dell’isolamento e della lontananza da uno o entrambi i genitori.Proprio per contrastare queste conseguenze, il gioco diventa uno strumento educativo e relazionale capace di favorire ascolto, inclusione e continuità affettiva. Un principio sancito dalla Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti, recentemente rinnovata, che riconosce il diritto dei minori a mantenere un rapporto significativo con il genitore detenuto, in linea con la Nazioni Unite.
La manifestazione assume inoltre una dimensione internazionale grazie al progetto europeo “Game with Mum and Dad”, promosso da Children of Prisoners Europe, che ha adottato il modello sviluppato in Italia da Bambinisenzasbarre e lo sta diffondendo in numerosi Paesi europei. «Questi bambini vivono spesso in silenzio il segreto della detenzione di un genitore per paura di essere giudicati o esclusi», ricorda Lia Sacerdote. È proprio per loro che ogni anno il carcere apre simbolicamente le proprie porte, trasformandosi in un luogo dove il diritto all’infanzia e agli affetti può trovare spazio, almeno per una giornata. L’iniziativa gode del patrocinio dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, del sostegno di Poste Italiane e della Fondazione Cariplo, oltre al patrocinio della Regione Lombardia per gli eventi ospitati sul territorio regionale.






