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“Ameluk”: l’integrazione e l’immigrazione in un film tutto pugliese

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BARI- Il nord barese per un mese si trasforma in un set a cielo aperto, e Bitonto, Mariotto, Terlizzi, Ruvo di Puglia, Castel del Monte e Trani sono le città coinvolte con i loro monumenti storici, le loro produzioni locali e le loro comunità: primi ciack per “Ameluk”, la pellicola che Mimmo Mancini ha deciso di ambientare nei “suoi” luoghi, scenografia naturale per parlare di problemi come immigrazione e integrazione.
LA STORIA – Il film è ambientato a Mariotto, un piccolo centro della terra barese, e girato tra e con la gente semplice del luogo, riprende la diatriba tra cristiani e “infedeli” in tutte le sue pieghe culturali e religiose, dal drammatico al comico. Il tema, di grande attualità per gli eventi rivoluzionari in corso nel sud del Mediterraneo, parla di immigrazione e di integrazione: Ameluk è il luogo e il tempo per rappresentare e combattere i pregiudizi e i razzismi religiosi, pretesti di guerre e di terrorismo internazionale oltre che cause di attrito tra le diverse etnie nelle nostre comunità locali. Ma Ameluk è anche laboratorio di ricerca della “via di mezzo”, perché solo la ricerca dei punti di contatto tra i vecchi e i “nuovi” cittadini italiani può offrire un equilibrio stabile e duraturo, per stimolare la considerazione che l’arrivo del nuovo è fonte di ricchezza e di cultura.
IL CAST- Tra gli attori presenti sul set: Rosanna Banfi, Cosimo Cinieri, Francesca Giaccari, Claudia Lerro, Mehdi Mahloo, Mimmo Mancini, Dante Marmone, Roberto Nobile, Paolo Sasanelli, Tiziana Schiavarelli. L’attore/regista Mimmo Mancini ha voluto dare al cinema indipendente, un’opportunità per contribuire alla creazione di una società consapevole dei problemi che vive ogni giorno.

di Francesco Gravetti

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