Primo Piano
Guerriglia Milano, Terragni: «Capire, ma anche punire»
Ascolta la lettura dell'articolo
«Quello a cui abbiamo assistito domenica a Milano, ore e ore di guerriglia e saccheggi, oltre 200 giovanissimi fermati di cui l’80 per cento minorenni, è l’impressionante crollo di ogni muro tra virtuale e reale, un gigantesco videogame, un episodio psicotico di massa». Così Marina Terragni, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.
«Vi è un’importante differenza, spiega Terragni, tra le violenze nel corso della manifestazione di sabato e l’assalto al centro domenica: la totale impoliticità di quelle devastazioni e di quei saccheggi. Nessuna parola d’ordine, nessuna rivendicazione di diritti, solo vetrine sfondate e svuotate di capi di abbigliamento e altri oggetti simbolo, oltre all’età media inferiore dei partecipanti, fra cui bambini di appena 11 anni».
«La dinamica della giornata milanese, aggiunge poi Terragni, ci costringe a rivolgere nuovamente l’attenzione al digitale e ai social network: mentre importanti sentenze oltreoceano segnalano la responsabilità delle grandi piattaforme nel deterioramento della salute fisica, mentale e del comportamento di bambini e adolescenti, l’Europa è ancora ferma agli annunci su quello che va considerato a tutti gli effetti un eminente tema di politica internazionale, con il risultato paradossale di bloccare le iniziative di singoli Stati che sarebbero già pronti a legiferare sui limiti di età. Ma non si può aspettare ancora a lungo. Social network e sistemi di messaggistica sono altresì i veicoli di convocazione di questi raduni, a rischio di manipolazione da parte di terzi interessati a produrre il caos e a gestirlo politicamente».
«Questo non attenua le responsabilità dei singoli ragazzi, conclude l’Autorità garante, che dovranno essere chiamati a rispondere delle loro azioni e a risarcire il danno prodotto, se necessario anche con lavori socialmente utili. Tanti di questi ragazzi, probabilmente la maggioranza, sono adolescenti di seconda generazione, nati in Italia da famiglie di recente immigrazione: fatte salve tutte le opportune iniziative di ascolto e di analisi del disagio, parte imprescindibile del lavoro di integrazione è il severo richiamo al rispetto dei principi che regolano la nostra convivenza civile».
Terragni esprime infine solidarietà e vicinanza agli agenti feriti e agli addetti dei negozi malmenati durante gli assalti.






