Cronaca
Scaffali vuoti nei supermercati e difficoltà negli approvvigionamenti. Primi effetti delle proteste contro il caro carburanti
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Sgravare l’Iva dalle accise sui carburanti per abbassare immediatamente il prezzo di diesel e benzina alle pompe di distribuzione e strutturare un intervento al ribasso sempre dell’Iva (dal 22% al 10%) sui prodotti di prima necessità in vendita nei supermercati. Sono le proposte del presidente di Federconsumatori Campania, Giovanni Berritto, per fronteggiare subito il carovita e per iniziare a dare risposte alle proteste degli autotrasportatori che in queste ore stanno bloccando le autostrade, ma anche strade statali, in Campania, tra Salerno, Caserta, Benevento, con notevoli disagi sulla viabilità, ma con potenziali intoppi nelle prossime ore al rifornimento dei supermercati, dei negozi al dettaglio ma anche di altre attività produttive, come l’edilizia, a secco di prodotti, ma soprattutto il settore farmaceutico. Sarebbe a rischio entro 24-48 ore infatti anche la distribuzione dei farmaci.
“Sul prezzo dei carburanti alle pompe di distribuzione, purtroppo la nostra posizione resta quella ed è stata inascoltata da tempo, ossia intervenire sull’Iva che appesantisce le accise, che ricordiamo sono tasse di scopo. Invece il governo ha preferito effettuare degli interventi temporanei, che hanno avuto effetto solo per qualche giorno, ora la situazione è peggiorata- aggiunge Berritto, preoccupato dal malcontento sociale che si sta sviluppando nelle piazze- con manifestazioni come quelle di Milano dove c’è stata solo violenza, si dovrebbe invece ascoltare il grido d’allarme da altre piazze dove ha manifestato gente che non riesce ad arrivare a fine mese, con il boom dei prezzi”.
Una denuncia che fa il paio con il grido d’allarme lanciato questa mattina dal presidente di Confesercenti Campania, Vincenzo Schiavo, dopo aver preso parte ad un tavolo alla Prefettura di Napoli, con l’ascolto delle istanze delle associazioni di categoria. “Abbiamo registrato la preoccupazione delle catene di supermercati che si ritrovano con gli scaffali pieni solo al 50% della loro disponibilità, la frutta e la verdura non sono arrivate questa mattina sui banchi e non arriveranno a breve. Se gli autotrasportatori non porteranno la merce a destinazione, tra qualche giorno non ci sarà più nulla da acquistare”.
di Nicola Sellitti






