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TELEFONO AMICO ITALIA: NEL 2025 18 RICHIESTE D’AIUTO OGNI ORA. «CON L’ASCOLTO NOTTURNO POTREMMO GESTIRE 10MILA CHIAMATE IN PIU’»

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L’organizzazione di volontariato presenta i dati annuali del 2025 e lancia la sfida per il 2026: rispondere al telefono 24 ore su 24. La presidente Rigon: «ore notturne particolarmente dure per chi è in difficoltà, è necessario essere presenti». Lo testimoniano le iniziative di ascolto non-stop che Telefono Amico Italia organizza da anni a Natale e Pasqua.
Sono state oltre 102.000 le richieste d’aiuto arrivate nel 2025 a Telefono Amico Italia nelle 15 ore giornaliere in cui, attualmente, è attivo il servizio, ovvero dalle 9 del mattino a mezzanotte. Ma le persone che l’organizzazione riesce ad aiutare potrebbero essere molte di più se il servizio fosse potenziato così da essere attivo 24 ore su 24.
«È il nostro obiettivo per il 2026 – dichiara Cristina Rigon, presidente di Telefono Amico Italia – essere presenti anche nelle ore notturne, momenti che per tante persone sono i più difficili da sopportare. Abbiamo stimato che, in un anno, se fossimo presenti anche la notte, potremmo ricevere circa 10.000 chiamate notturne. Inoltre, nelle attuali 15 ore di servizio ininterrotto non riusciamo a rispondere a tutte le persone che chiamano: anche se abbiamo quasi 700 volontari molte telefonate rimangono senza risposta. Allungando le ore di attività potremo aiutare ancora più persone.»
In alcuni particolari momenti dell’anno, come le feste di Natale e Pasqua, l’organizzazione attiva delle maratone di ascolto notturno straordinario e in tanti colgono quest’occasione per rivolgersi a Telefono Amico Italia. Nelle due notti tra il 24 e il 26 dicembre 2025, ad esempio, sono state 113 le chiamate arrivate al numero unico nazionale 02 2327 2327; nelle due notti del weekend di Pasqua di quest’anno, invece, sono state 54. Durante le notti natalizie hanno chiamato in prevalenza uomini (60%), per lo più adulti e i problemi più comuni che hanno spinto a rivolgersi ai volontari sono stati la solitudine, il disagio psicologico e tematiche esistenziali. A Pasqua, invece, sono state più le donne a chiamare (52%), sempre adulte e in prevalenza per bisogno di compagnia, malessere interiore e problemi nelle relazioni.
Per rendere il servizio d’ascolto notturno disponibile tutto l’anno ed essere presenti 24 ore su 24, Telefono Amico Italia lancia la campagna di raccolta fondi Una luce nella notte. «Per essere sempre presenti dobbiamo poter formare circa 100 volontari in più e mantenere la struttura attiva per questo servizio ulteriore – aggiunge Cristina Rigon – e per farlo abbiamo bisogno del sostegno di tutti.» Per aiutare Telefono Amico Italia a raggiungere quest’obbiettivo è possibile donare sul sito https://telefono-amico-italia-odv.riseact.site/campaigns/unalucenellanotte/.
NEL 2025 HANNO CONTATTATO TELEFONO AMICO SOPRATTUTTO DONNE E ADULTI. Telefono Amico Italia mette a disposizione tre servizi con tre modalità diverse di ascolto: il servizio telefonico, che risponde al numero 02 2327 2327, la chat di Whatsapp, al numero 324 011 7252, e quello via email attraverso la compilazione di un form anonimo sul sito www.telefonoamico.it. Nel complesso, l’organizzazione ha ricevuto nel 2025 oltre 102.000 richieste d’aiuto, in media 280 al giorno e 18 ogni ora di servizio. L’86% dei contatti è arrivato da telefono, l’11% da Whatsapp e il 3% attraverso email. Hanno contattato Telefono Amico Italia più donne (57%) che uomini (43%); la prevalenza femminile si riscontra in tutti e tre i servizi, ma più accentuata nei messaggi Whatsapp e email. L’età di chi contatta l’organizzazione differisce, invece, a seconda dello strumento. Se, infatti, tra gli utenti complessivi e tra quelli che telefonano prevalgono gli adulti tra i 36 e i 65 anni, chi usa Whatsapp e l’email è in maggioranza un giovane, tra i 15 e i 35 anni.
I problemi che portano le persone a contattare Telefono Amico Italia sono soprattutto quelli legati all’area del sé (62%), in particolare solitudine, disagio psicologico e tematiche esistenziali, e a seguire quelli relativi alle relazioni (23%).

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