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Cleanap cerca volontari: la citizen science per mappare i rifugi climatici di Napoli

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Mappare l’invisibile per proteggere il visibile: non è solo uno slogan, ma la linfa della citizen science, quella scienza partecipata che trasforma ogni cittadino in un sensore attivo sul territorio.
A Napoli, questa sfida ha un nome e una storia che partono da lontano: Cleanap. Dal 2011, l’associazione non si limita a osservare il cambiamento climatico, ma lo seziona attraverso dati, monitoraggio e innovazione sociale.
Oggi, l’organizzazione apre le sue porte per un percorso di volontariato che è, prima di tutto, un polo formativo per l’impegno civile. Entrare in Cleanap, infatti, non significa semplicemente “offrire braccia”, ma acquisire un metodo.
Sotto la spinta della presidentessa Emiliana Mellone, l’associazione si è imposta come interlocutore delle istituzioni grazie a una visione rigorosa: ogni attività è pensata per fornire ai partecipanti strumenti tecnici e analitici reali, trasformando l’entusiasmo in competenza.

Un viaggio formativo: le tappe di primavera

Il percorso dei volontari di Cleanap è strutturato come un progressivo sviluppo di consapevolezza e azione, che parte dalle azioni quotidiane per arrivare a un impegno scientifico sul territorio.
Emiliana Mellone, fondatrice dell’associazione, ha sottolineato l’importanza di questo approccio integrato: “Iniziamo a metà marzo con un modulo sull’alimentazione sostenibile, focalizzandoci su Food Policy e Spreco Zero. Un’opportunità per i volontari di comprendere come una gestione intelligente delle risorse alimentari possa ridurre l’inquinamento urbano e migliorare la qualità della vita, partendo proprio dai gesti quotidiani”.

Il programma prosegue a metà aprile, spostando l’attenzione sul contrasto e sull’analisi delle plastiche, un altro tema fondamentale nell’agenda ambientale di Cleanap. I partecipanti avranno la possibilità di esplorare i materiali più comuni e le strategie più efficaci per ridurre la plastica negli spazi comuni, contribuendo così a liberare Napoli dai principali agenti inquinanti. Il punto culminante del progetto si raggiungerà a maggio, con il monitoraggio dei Rifugi Climatici, un progetto innovativo nell’ambito di Global Districts, co-finanziato dall’Unione Europea e supportato da WeWorld. In collaborazione con i ricercatori dell’ENEA, i volontari saranno formati per condurre rilievi ambientali direttamente nei quartieri, utilizzando protocolli scientifici per misurare umidità e picchi termici. “Questi dati saranno fondamentali per mappare i ‘rifugi’ della città, ossia quegli spazi che possono offrire riparo durante le ondate di calore, proteggendo in particolare le fasce più vulnerabili della popolazione. I risultati di questo monitoraggio non resteranno confinati sulla carta, ma serviranno come base per disegnare una Napoli più resiliente e sicura”, ha aggiunto Mellone.
Un impegno, dunque, che non si limita alla raccolta dei dati, ma che mira a tradurre le informazioni in azioni concrete, per una città più sostenibile e capace di rispondere alle sfide del cambiamento climatico.

I volontari come motori operativi

In questo contesto, chi sceglie di partecipare non è un semplice spettatore, ma il motore operativo di ogni iniziativa. I volontari sono chiamati a supportare l’organizzazione logistica, presidiare eventi e fiere per coinvolgere nuove persone e agire come vere “sentinelle a tutela del territorio”. L’affidabilità e l’autonomia sono requisiti chiave: si lavora in coordinamento con il direttivo per implementare le attività in corso, portando la propria capacità di analisi direttamente dove serve, nelle strade e tra i cittadini.

L’appello è rivolto a 50 persone pronte a mettersi in gioco. Sebbene la selezione sia aperta a tutta la cittadinanza, Cleanap privilegia la partecipazione di giovani donne under 30-35.  

Per Emiliana Mellone, la giustizia climatica deve viaggiare di pari passo con la parità di genere. Dare alle donne gli strumenti della rilevazione scientifica significa renderle registe della protezione del territorio, assicurando che la progettazione della città futura non lasci indietro nessuno. 

Un’opportunità di crescita e cambiamento per chi è alla ricerca di un’esperienza che coniughi passione sociale e rigore scientifico.
I partecipanti avranno l’occasione di apprendere come gestire programmi complessi, coordinarsi secondo standard professionali e trasformare intuizioni in dati concreti. Si tratta di un’esperienza di crescita che fornisce consapevolezza, ideale per chi desidera comprendere come si gestisce la transizione ecologica dal basso.
Per maggiori informazioni e per candidarsi, è possibile inviare una mail a info@cleanap.org

https://www.cleanap.org/progetti/girls4climate/

di Carmela Cassese

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