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“Le giornate di caccia perse causa pandemia non sono un diritto da recuperare”: il TAR boccia la Regione in materia di caccia

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Recuperare le giornate di caccia? E perché mai? La pandemia da SARS-CoV-2 ha tolto molte cose: i giorni di scuola ai bambini, il lavoro a tanti, la possibilità di viaggiare, gli abbracci, la socialità; la vita ai più sfortunati tra tutti. Quelli elencati sono diritti e soprattutto attività che non ledono nessuno. Eppure, qualcuno ha pensato di avviare un iter per far recuperate ai cacciatori le giornate perse a causa del virus che lo scorso anno, a partire dalla sua improvvisa esplosione, ha costretto tutti ad un severo lockdown.

Senza tener conto degli intervalli vietati a tutela del periodo della riproduzione e successiva crescita dei piccoli. Ma il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, con sentenza n. 22394/2021, ha annullato la deliberazione del 29 dicembre scorso, con la quale la Giunta regionale aveva ampliato il periodo di caccia ad alcune specie di uccelli (fagiano, beccaccia, beccaccino, frullino, gallinella d’acqua folaga, porciglione, germano reale, alzavola, codone, fischione, mestolone, marzaiola, canapiglia, tordo bottaccio, tordo sassello e cesena), nonché ai cinghiali. La decisione della Giunta regionale era stata adottata per consentire ai cacciatori di recuperare i giorni di attività venatoria persi a causa della pandemia, ma era stata considerata illegittima dal WWF che l’aveva impugnata con ricorso dell’avvocato Maurizio Balletta, ottenendone la immediata sospensione con provvedimento di urgenza adottato dalla presidente della sezione III del TAR, Anna Pappalardo.

“Ora auspichiamo che l’assessore all’Agricoltura, Nicola Caputo, eviti l’anticipazione settembrina”, è stato il commento del WWF Campania che si era espresso negativamente anche sulla possibilità di spostarsi per i cacciatori durante lo stato di emergenza, al di là delle classificazioni in zone rosse, arancioni o gialle. La sentenza del TAR è un incoraggiante risultato che arriva pochi giorni dopo la nomina del nuovo presidente del WWF Campania, Raffaele Lauria, 62 anni, chimico, socio e attivista dal 1983. “Dopo alcuni decenni di attività, posso dire che le vittorie del WWF sono vittorie che hanno fatto bene a tutti, basti pensare ai parchi e alle riserve, alle Oasi, alla gestione più sostenibile dei rifiuti o alla riqualificazione dei corsi d’acqua, alla tutela della biodiversità – afferma Lauria – meticoloso è stato il lavoro della vigilanza ambientale nel prevenire i crimini di natura; l’eccellenza delle Guardie WWF e l’organizzazione del Campo Nazionale Antibracconaggio ad Ischia. Credo nel lavoro di team e nella professionalità dei suoi componenti – prosegue il nuovo delegato per la Campania – raccolgo un’impegnativa eredità, costituita dal grande e qualificato lavoro che il delegato uscente Piernazario Antelmi ha svolto per l’associazione e per tutta la Campania. Mi auguro di essere all’altezza dell’incarico che mi è stato affidato, in una regione caratterizzata da un territorio complesso ma con un grande patrimonio ambientale e ricco di biodiversità che deve essere tutelato e valorizzato”.

DI Mirella D’Ambrosio

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