OPG, a Reggio Emilia nasce la prima “Residenza sanitaria”

opg_-ospedale-psichiatrico[1]di Paola Amore

 

BOLOGNA – Sbloccati oltre 9 milioni di euro dal Ministero e altri 525mila saranno destinati dalla Regione Emilia Romagna al progetto del REMS di Reggio Emilia una Residenza Sanitaria che accolga le persone con Misure di Sicurezza (Rems), struttura unica in Italia. Il REMS sostituirà l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario (Opg) presente in città, uno dei sei esistenti in Italia. Dai circa 10 milioni di euro destinati al progetto, circa 3.152.948 saranno spesi a incrementare la realizzazione, presso le strutture sanitarie della Regione, di percorsi terapeutico-riabilitativi e a favorire misure alternative all’internamento.La chiusura definitiva degli Opg, inizialmente fissata per il 31 marzo scorso è stata prorogata al 1 aprile del 2014. In questi giorni, a Reggio Emilia si è tenuto il convegno “ Fare a meno degli OPG”, tra i relatori il dr Gaddo Maria Grassi Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche AUSL di Reggio Emila. “ Gli OPG italiani si chiamano Ospedali ma sono in realtà strutture carcerarie. Nel 2008, è stata sancita la separazione delle competenze penitenziarie, rimaste all’Amministrazione Penitenziaria, da quelle sanitarie, passate alle Aziende USL. Questo ha certamente migliorato l’assistenza sanitaria ma la contraddizione resta.Cosa cambia con le REMS? Mentre negli OPG la dimensione custodialistica sopravanza quella terapeutica anzi tende a vanificarla, le REMS saranno residenze psichiatriche a tutti gli effetti con progetti personalizzati, di reale valenza terapeutica e riabilitativa. Resta il fatto che, non essendo cambiato il Codice Penale, si tratterà comunque di una misura di sicurezza disposta dal Giudice in un ambiente sanitario. Un grande passo avanti rispetto agli OPG, ma i rischi di sovrapposizione fra ambito sanitario e giudiziario non sono completamente eliminati. E’ necessario un progetto di rete sul territorio per i REMS?Il progetto riabilitativo deve essere finalizzato al completo recupero e al reinserimento sociale va da sé che è determinante la collaborazione con altre istituzioni e con le risorse della comunità. In primo luogo la Magistratura di Sorveglianza, che ha il compito di valutare e decidere circa il percorso di reinserimento sociale, poi naturalmente i Comuni, i servizi sociali.Dal 2008 a oggi, cosa è stato fatto per migliorare le condizioni dei pazienti dell’OPG di Reggio Emilia ? -Innanzitutto si è proceduto all’assunzione di personale medico qualificato. Oggi 4 reparti su 5 sono sanitarizzati(cioé con solo personale sanitario all’interno, con le celle aperte nelle ore diurne e i pazienti liberi di muoversi in corridoio) .Un altro dato molto significativo riguarda il grave problema della contenzione meccanica. A Reggio Emilia si è passati da un uso massiccio e prolungato al suo completo superamento. I numeri sono eloquenti: dal 2008 con 177 contenzioni al 2013 con solo 3 contenzioni, in più si è lavorato molto per dimettere i pazienti e questo ha permesso di ridurre il sovraffollamento: dai 300 nel corso del 2010, il 31 agosto di quest’anno erano 168; ancora troppi.Per il rinserimento degli ammalati è stato fondamentale il contributo del volontari dell’associazione Effetà e lo sarà anche in prospettiva con l’avvento dei REMS. Da 10 anni si è costituita in OPG, una Compagnia Teatrale in cui recitano i ricoverati.. Queste performances, effettuate regolarmente per le scuole e una volta alla settimana per la cittadinanza, hanno riscontrato notevole successo e crediamo servano anche a mettere in discussione i pregiudizi che ancora esistono sulla malattia mentale.

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