Aids, allarme Lila: 25 milioni le vittime

ROMA. Una giornata per non dimenticare e per tenere sempre alta la guardia. Il 1 dicembre si festeggia, per modo di dire, la giornata mondiale di lotta all’aids, un gesto  importante, quantomeno dovuto ai 25 milioni di morti che il virus ha fatto. L’obiettivo sarebbe quello di azzerare il pallottoliere dei nuovi contagi e delle morti per aids e di quelle correlate, ma il virus non si ferma e continua a mietere vittime, soprattutto nei paesi meno industrializzati. Ma  anche il Europa i dati sono allarmanti. Secondo dati raccolti dalla “Lila” (lega italiana lotta contro l’aids) i  casi di diagnosi di infezione da Hiv attribuibili a trasmissione sessuale sono aumentati dal 13,3% del 1998 al 79% del 2009. Anche rispetto alle diagnosi di Aids i casi attribuibili a trasmissione sessuale crescono e vanno  dal 42,6 % del 1998 al 69,5% nel  biennio 2009/10. Situazione in aumento anche rispetto alle diagnosi di Aids, i casi attribuibili a trasmissione eterosessuale crescono dal 25,3% del 1998 al al 45,1% nel 2009/10.

RISCHIO DONNE – Dallo studio ICONA (Italian CohOrt of Naive Antiretroviral patients) emerge che l’80% delle infezioni che le donne hanno contratto per via sessuale è avvenuta attraverso il proprio partner stabile. Proprio le donne – sottolinea il rapporto “Lila” hanno maggior probabilità di contrarre il virus, infatti la proporzione di donne a cui viene diagnosticato l’Hiv è in crescita. Nel 1985 rispetto alle diagnosi di Hiv il rapporto donna/uomo indicava che per ogni donna che scopriva di aver contratto l’Hiv vi erano 3,5 uomini, nel 2009 questo rapporto è sceso a 3,1. Anche  ai rapporti omo/bisessuali è da imputare la crescita di contagio. Nel  biennio 2001-02 i casi erano il 17,2% , mentre nel  nel 2009/10 si arrivati fino a un  24,4%. In Europa, il sesso tra uomini è la principale modalità di trasmissione per le infezioni del 2009, ovvero il 35% dei nuovi casi.

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di Walter Medolla

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