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Rifugiati giardinieri alla Reggia di Caserta, quando l’integrazione passa per l’inserimento lavorativo

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CASERTA – Nigeria, Togo, Costa d’Avorio. Questi i Paesi dai quali provengono i quattro richiedenti asilo che da alcuni giorni fanno parte della squadra di giardinieri della Reggia di Caserta attraverso lo svolgimento di un tirocinio della durata di 6 mesi.  Un’esperienza, che per i beneficiari sarà a titolo gratuito, che vede protagonisti Victor, Bright, Nini e Amadou, resa possibile grazie al progetto “Accolti e attivi”, realizzato dall’Arci e dalla cooperativa Solidarci. Fondamentale per la realizzazione del progetto il sì del del direttore della Reggia Mauro Felicori.   «Per noi una vera integrazione si realizza solo con l’inserimento lavorativo. Questo progetto – spiega Mara Vitiello, presidente di Solidarci – dimostra che l’autonomia della persona si può ottenere. Solo così il beneficiario può compiere scelte autonome e consapevoli». I futuri giardinieri sono residenti rispettivamente nei comuni di Santa Maria Capua Vetere, Gricignano d’Aversa e Santa Maria la Fossa e sono ospiti dello Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati gestito da Cittalia, la fondazione di Anci (Associazione dei comuni italiani). Alla rete di accoglienza dei richiedenti asilo spetta anche la minima parte di spesa relativa al supporto delle attività, in quanto tra gli obiettivi dello Sprar c’è anche la formazione professionale dei rifugiati. Odigie Bright è uno dei quattro rifugiati che prenderà parte al progetto. Viene dalla Nigeria e ba venti anni. «Da due anni sono nello Sprar di Gricignano di Aversa- racconta il giovane migrante, che poi racconta un’altra esperienza di tirocinio-. Il mio compito è pulire il giardino insieme ad altri tre ragazzi dello Sprar. Quello che mi piace di questa esperienza è stare all’aperto e stare a contatto con la natura».

di Ciro Oliviero

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