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Quando l’arte diventa responsabilità: la misericordia come pratica sociale
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C’è un luogo, nel cuore di Napoli, in cui l’arte non è mai stata soltanto contemplazione estetica, ma scelta etica e impegno civile. È il Pio Monte della Misericordia, che con l’ottava edizione del progetto Sette Opere per la Misericordia rinnova una vocazione antica: fare della bellezza uno strumento di bene comune e di responsabilità sociale.
Sette grandi artisti internazionali hanno accolto l’invito dell’Istituzione donando le proprie opere, ispirate al tema della misericordia, che entrano stabilmente nella collezione del Pio Monte con la dicitura “Dono dell’Artista” e resteranno in mostra fino al 24 aprile. Antony Gormley, Holly Herndon e Mat Dryhurst, Yu Hong, Max Renkel, David Salle, Marco Tirelli e Lee Ufan interpretano, ciascuno con il proprio linguaggio, il concetto di cura, fragilità, relazione e attenzione all’altro. Le opere sono esposte nella chiesa del Pio Monte, in dialogo diretto con il capolavoro di Michelangelo Merisi da Caravaggio, le Sette Opere di Misericordia, rinnovando quel legame profondo tra arte, carità e impegno civile che, oltre quattro secoli fa, segnò la nascita stessa dell’Istituzione.
Il progetto Sette Opere per la Misericordia, ideato nel 2011 da Maria Grazia Leonetti Rodinò e curato sin dalla prima edizione da Mario Codognato, nasce con un obiettivo preciso: riaffermare il valore della cultura come strumento capace di generare solidarietà e di sostenere concretamente le attività assistenziali, educative e formative del Pio Monte. In questa prospettiva, l’arte contemporanea diventa un linguaggio vivo, capace di interrogare il presente e di restituire senso alle parole cura, dignità, inclusione.
Accanto ai grandi nomi della scena artistica internazionale, il progetto conferma anche una forte attenzione alle giovani generazioni. Attraverso il concorso dedicato alle studentesse e agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, sono state assegnate sette borse di studio a lavori che hanno saputo interpretare il tema della misericordia in chiave personale e contemporanea. I premi sono stati attribuiti a Linda Giordano con Carezza invisibile, Maria Rosaria Arnese con Madre natura di 7 Opere di misericordia, Claudio Pisapia con L’ignudo, Marika Grimaldi con Rinascere, Thomas Del Greco con Ubi humus non est, Alessandro Rodello con Curare e Carmela Bianco con Congiunzione visibile. Le opere vincitrici sono oggi esposte nella Quadreria del Pio Monte, entrando a far parte di un percorso che unisce formazione, talento e responsabilità sociale.
Le opere dei sette artisti internazionali attraversano tecniche e linguaggi differenti: dalla scultura alla pittura, dal disegno alla fotografia, fino all’uso di materiali misti, processi digitali e sperimentazioni con l’intelligenza artificiale. Un insieme eterogeneo che riflette la pluralità degli approcci contemporanei e restituisce una visione della misericordia come spazio di apertura, ascolto e relazione.
Con questa edizione diventano 56 le opere donate nel corso degli anni da artisti italiani e internazionali, dando vita a una sezione permanente di arte contemporanea unica nel panorama museale italiano per qualità delle opere e finalità etiche. Un percorso che consolida il dialogo tra passato e presente e riafferma il Pio Monte della Misericordia come luogo vivo, in cui la cultura non è ornamento, ma strumento di riflessione e condivisione.
di Francesco Gravetti




