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Il femminicidio è un’emergenza: 81 morti nel 2013. «Serve un piano nazionale»

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femminicidio (1)ROMA- Nei primi sei mesi del 2013 sono state uccise 81 donne, di cui il 75% nel contesto familiare o affettivo. Tra il 2000 ed il 2012 si contano complessivamente in Italia 2.200 donne vittime di omicidio, pari ad una media di 171 all’anno. Il dato emerge dal rapporto Eures-ANSA sull’omicidio volontario in Italia. Secondo la ricerca, è sempre in famiglia che avviene il maggior numero di omicidi (175), ma il dato è in calo (-10,3%) rispetto al 2011. Mentre in forte aumento (+25,8%) risultano quelli compiuti dalla criminalità comune (122).
 
TARTAGLIONE – In Italia, comunque, si registrano meno omicidi. Sono stati 526 nel 2012. Si tratta del minimo storico degli ultimi 40 anni. Prosegue dunque la tendenza al calo delle uccisioni (-67,8% rispetto al 1990, quando erano state 1.633). Ma è il femminicidio che preoccupa: «Non c’è più tempo, serve subito un piano nazionale contro la violenza sulle donne». A dichiararlo è la deputata del Partito Democratico, Assunta Tartaglione, coordinatrice provinciale delle donne  del Pd Napoli, commentando i dati del Rapporto. «I numeri del rapporto – continua – denunciano una devastante escalation di atti di violenza e persecuzione che ogni giorno colpiscono mogli, madri, fidanzate, figlie, spesso inermi e lasciate sole a subire qualsiasi tipo di sopruso. Solo nei primi sei mesi di quest’anno hanno perso la vita 81 donne, è un prezzo che non è più possibile pagare». «Per questo – aggiunge Tartaglione – come Pd spingeremo immediatamente per chiedere al Ministro dell’Interno di attivare, insieme a tutte le Prefetture, un piano straordinario con misure di contrasto e prevenzione al femminicidio e alla violenza di genere, che parta dal rafforzamento dei controlli, dal monitoraggio periodico delle denunce e dalla garanzia della certezza della pena per chi commette reati di aggressione fisica, verbale e psicologica a danno delle donne. E’ ora di dire basta».
 

di Francesco Gravetti

 

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