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Autismo, il tam-tam social che batte il silenzio: raccolte 12mila firme per il documento programmatico

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Duemila sottoscrizioni al Documento programmatico per l’autismo sono l’ultimo risultato raggiunto dalle “Famiglie Unite per l’autismo”, associazione costituita da famiglie, genitori e persone con la sindrome delle spettro autistico per far arrivare al Governo le loro proposte migliorative relative alla cura, alla tutela e alle prospettive di vita delle persone autistiche in Italia.
Lo scorso 9 settembre l’associazione ha convogliato a Roma, dinanzi a Montecitorio, centinaia di persone unite dalla volontà di accendere i riflettori sulla necessità di un’evoluzione nel modo in cui oggi la malattia è vista e curata.
In piazza sono arrivati genitori e persone autistiche da ogni parte d’Italia, anche famiglie con autistici gravi, provenienti da tutta Italia, e che spesso hanno affrontato viaggi lunghi e per chi soffre di autismo proibitivi, pur di contribuire a far filtrare la propria voce attraverso la cortina del silenzio che spesso ingabbia malati e famiglie. Un enorme lavoro comunicativo, attivato su ogni rete possibile, che ha consentito di raccogliere 12mila firme alla petizione e 2mila sottoscrizioni al documento programmatico composto da 17 punti. «Ciascun punto rappresenta un diritto e un punto si svolta civica – sostengono i promotori dell’associazione – e soprattutto culturale».
«L’invito alle istituzioni ad unirsi a noiper condividere i temi sollevati e fornire delle risposte – continuano – è stato parzialmente accolto e ha evidenziato la distanza che ancora esiste tra i cittadini, portatori di bisogni e diritti, e chi dovrebbe rappresentarli al meglio, e fornire loro delle risposte adeguate. È stato evidente che il nostro documento programmatico non fosse stato letto attentamente e che resistano ancora percezioni sull’autismo sorpassate oltre a vere e proprie visioni abiliste, che rafforzano lo stigma sull’autismo, e la disabilità in genere, che proprio il nostro documento vuole superare ed abbattere».
«Siamo all’inizio di questo cammino che appare più complesso di altri- sostengono -poiché “Famiglie Unite per l’Autismo” è un insieme fortemente eterogeneo, diverso pertanto dall’omogeneità dei gruppi e delle associazioni. Le voci possono essere dissonanti, le modalità diversificate, ma il vero collante tra tutti noi è e resta il documento programmatico, condiviso e sottoscritto dalle persone che animano e seguono questo movimento».
di Bianca Bianco

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