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Semafori, tabelloni, bancarelle: la corsa ad ostacoli dei non vedenti VIDEO

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di Stefania Melucci
NAPOLI. Una corsa ad ostacoli per evitare le insidie della strada e segnalare le barriere per chi ha perso la vista. Gradini e rampe di accesso non sono un limite, ma la negligenza altrui pesa molto sulle vite di Salvatore Petrucci ed Enrico Mosca, entrambi associati dell’Univoc, Unione Nazionale italiana volontari pro ciechi. Un giro veloce a Napoli per capire le difficoltà quotidiane di vivere una città caotica e affollata. Auto in doppia fila e motorini parcheggiati sui marciapiedi rappresentano un problema, così come le segnalazioni tattili non sempre adeguate per arrivare a un semaforo o a una fermata di autobus.

ECCEZIONI. Nella città di Napoli ancora pochi sono i semafori sonori, sono a Mergellina, Salvator Rosa e Capodimonte.  Attraversare un incrocio, soprattutto quello della fermata della metropolitana Museo, a due passi da piazza Dante, diventa una roulette russa per chi ha perso la vista. Auto impazzite e motorini che sfilano rendono l’attraversamento ancora più pericoloso. «È una questione di sensazione – spiega Salvatore Petrucci, presidente Univoc – quando il semaforo non sonoro ci sembra verde attraversiamo. Certo non sempre si fermano, spesso c’è chi fa a zig zag, ma è l’unico modo. Con il mio cane mi sento sicuro perché evita gli ostacoli per me, praticamente sono a bordo di una Ferrari, vado spedito».
IL PROGETTO. Battuta sempre pronta e caccia agli ostacoli da segnalare: nella centralissima via Pessina un grosso tabellone pubblicitario, poco distante dal muro, «deve essere assolutamente rimosso dal Comune» perché rappresenta un pericolo per chi vive la città con una disabilità sensoriale. «Per noi – conclude il presidente – le barriere sono soprattutto culturali, è la negligenza del prossimo a rendere la vita più difficile, senza rispetto per le regole. Credo sia importante attivare una campagna di sensibilizzazione anche per far capire che occupare un percorso segnalato in stazione per non vedenti con borse o valigie rappresenta un ostacolo per noi».  Proprio assieme al Comune e al Csv Napoli, Univoc ha lanciato un progetto, “Vediamo di muoverci”, che mira all’abbattimento delle barriere architettoniche in città, soprattutto per quel che riguarda la viabilità.

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