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«Napoli tra le mani», un modo per ascoltare e sfiorare l’arte

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NAPOLI. Chi l’ha detto che l’arte è solo da guardare? Perché non raccontarla, viverla e, soprattutto, toccarla? È questa la sfida di ManInArte e del Servizio di Ateneo per le attività degli studenti con disabilità (SAAD) dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, che insieme a La Paranza (ente gestore delle Catacombe di Napoli) hanno reso possibile l’ingresso alle Catacombe di San Gennaro anche a persone con disabilità. Caratterizzate da un difficile accesso, vista la loro conformazione, i percorsi sotterranei sono stati resi fruibili grazie alle associazioni con l’installazione e il perfezionamento di passerelle e rampe per concedere a tutti una piena fruibilità.
COME VIVERE L’ARTE? Grazie alla cooperativa sociale Iron Angels sarà inoltre possibile partecipare a un percorso tattile e narrativo all’interno delle stesse Catacombe: ci saranno oggetti da “sentire”, realizzati in rame e latta, che riprodurranno particolari di affreschi, oggetti come pietre e lucerne tipiche del luogo e tanto altro ancora.
Le attività per i beni culturali del SAAD perseguono l’obiettivo di favorire l’autonomia, la consapevolezza e la condivisione con l’altro: esse, infatti, non solo consentono a tutti l’effettiva accessibilità dei luoghi più reconditi e di difficile raggiungimento, ma consentono anche a chi non ha alcuna disabilità di capire quali ostacoli possono essere incontrati dall’altro e scoprire nuovi modi di conoscere e scoprire la cultura.
di Claudia Di Perna

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