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‘Dèi Boschi: Ambiente e diritti umani’, per ricordare Wangari Maathai

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querciaSIENA. Un incontro dedicato alla figura di Wangari Maathai, prima donna africana ad essere stata insignita del Premio Nobel per la Pace per il suo contributo alle cause dello sviluppo sostenibile, dell’ambiente e dei diritti umani. Così Siena ha deciso di celebrare questo sabato 18 maggio, il secondo ‘Giorno Internazionale del Fascino delle Piante’, evento internazionale promosso dall’EPSO (Organizzazione Europea delle Scienze delle Piante), a cui quest’anno aderiranno decine di città italiane.
L’INIZIATIVA. Se lo scopo della giornata è sensibilizzare i cittadini sull’importanza delle scienze vegetali per uno stile di vita sostenibile, a fare da scenario non poteva che essere l’Orto Botanico dell’Università di Siena, fiore all’occhiello della città toscana per ciò che riguarda la divulgazione scientifica. La giornata, intitolata ‘Dèi Boschi: Ambiente e diritti umani’, sarà l’occasione per celebrare l’operato di Wangari Maathai, biologa e attivista keniota scomparsa nel 2011. Molti i soggetti che prenderanno parte all’evento: dall’Ambasciatrice del Kenya in Italia, al Presidente della Provincia di Siena, senza dimenticare l’Università degli Studi di Siena, che sarà rappresentata dal Rettore Angelo Riccaboni e da alcuni docenti.
APPUNTAMENTO CON L’ARTE. Nel corso dell’incontro Margherita Anselmi Zondadari, storico dell’arte, presenterà l’opera di Chiara Tambani ‘Dèi Boschi’, con installazione e performance, dal titolo ‘Le ossa della grande madre’. Appuntamento, dunque, sabato 18 maggio alle ore 16,00 presso l’Orto Botanico dell’Università di Siena, con un evento che vuole sì mettere al centro le tematiche ambientali, ma in una prospettiva multidisciplinare, che unisce scienza, diritto, arte e musica. Per combattere quel degrado che, come sosteneva il premio Nobel Wangari Maathai, colpisce l’ambiente, e con esso tutto il genere umano

di Silvia Aurino

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