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Stop alla plastica: il fiume di bottiglie in Congo e la campagna di Greenpeace

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Ogni minuto l’equivalente di un camion pieno di plastica finisce negli oceani, provocando la morte di tartarughe, uccelli, pesci, balene e delfini, fino ad arrivare nei nostri piatti.

Sono impressionanti le immagini pubblicate da Greenpeace Italia sul proprio profilo facebook, un video che ci mostra le strade di Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, completamente invase da rifiuti di plastica a seguito di una violenta alluvione.

Da queste tremende immagini bisogna ripartire ed è per questo che Greenpeace promuove una petizione che chiede ai Governi di sviluppare un accordo globale sotto l’egida delle Nazioni Unite, che riduca a zero l’inquinamento del mare e degli oceani causato dalla plastica

“Plastica monouso che galleggia a vista d’occhio- si legge in una nota dell’Ong ambientalista-  e si deposita nei fondali, insieme a microplastiche invisibili contenute in detersivi, cosmetici, vernici hanno invaso l’ambiente marino e contaminato ogni angolo della Terra. Ma il mare non è una discarica! Non possiamo più permetterci prodotti progettati per inquinarlo. Con tutta la plastica che c’è nei mari potremmo fare 400 volte il giro della Terra. 8 milioni di tonnellate, soprattutto microplastiche e plastica monouso non riciclata, finiscono ogni anno in mare, diventando cibo per pesci. 700 le vittime tra le specie a rischio: scambiano la plastica per cibo e muoiono per indigestione o soffocamento. La plastica sta letteralmente invadendo il mare, in assenza di leggi ambiziose e di comportamenti responsabili delle imprese, che continuano ancora oggi ad inondarci di prodotti monouso, pur sapendo che il riciclo da solo non basta.

https://attivati.greenpeace.it/petizioni/no-plastica/

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