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Torna il Festival del Turismo Lento

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A Napoli torna Vespero Napoletano – il Festival del Turismo Lento, la rassegna culturale che, fino al 24 ottobre, invita residenti e visitatori a esplorare la città partenopea attraverso uno sguardo nuovo.

La manifestazione si consolida come un progetto diffuso, promosso dal Comune di Napoli tramite l’Assessorato al Turismo e alle Attività Produttive e l’Assessorato al Verde. L’iniziativa nasce dalla collaborazione diretta con le associazioni e le realtà culturali che vivono e animano quotidianamente i quartieri, mettendo al centro della narrazione il patrimonio diffuso e le comunità locali.

Tra i grandi protagonisti di questa edizione spicca la narrazione dell’arte urbana curata da Sarah Galmuzzi, storica dell’arte e comunicatrice napoletana. Attraverso il ciclo “La città dei muri parlanti”, quattro sabati consecutivi vengono dedicati all’esplorazione dei murales che hanno trasformato la città in una galleria a cielo aperto. Gli incontri, pensati sia per adulti sia per bambini, sono gratuiti ed hanno una durata di 120 minuti (con inizio alle ore 10:30) e affiancano a ogni visita un laboratorio didattico “a quattro mani” per sperimentare sul campo le tecniche degli artisti.
Il viaggio prende il via il 19 settembre con l’appuntamento “Il Sacro e il Profano”, un’immersione nel contrasto simbolico napoletano che spazia dalla celebre Madonna con la Pistola di Banksy fino all’imponente San Gennaro di Jorit.
Il 26 settembre l’attenzione si sposta su “L’Amore, la Speranza, la Memoria”, un racconto corale tessuto attraverso i pennelli di Tono Cruz, Cabrera e Bosoletti, intrecciato alle storie dei protagonisti del Vicolo della Cultura.
La rassegna prosegue il 3 ottobre con “Il Vico delle Regine”, un itinerario visivo dedicato ai ritratti delle donne straordinarie che hanno lasciato un segno nella storia globale, per poi concludersi il 10 ottobre con “Passione e Conoscenza”, un focus che svela i retroscena e la storia del murale più visitato al mondo, accendendo al contempo i riflettori sui segreti dell’opera, meno nota ma affascinante, che gli sorge proprio accanto.

di Annatina Franzese

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