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Un network di associazioni: gli studenti ci provano

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NAPOLI. «Mettere in comunicazione il complesso e variegato insieme che costituisce la realtà associazionistica presente sul suolo campano». È questo l’obiettivo principale dell’operazione “Aiesec Valley” di Aiesec Napoli Federico II. Il progetto è stato ideato da Alessio Iadicicco e promosso dal comitato locale Aiesec, che è un’organizzazione di studenti laureati e laureandi, attiva da oltre 60 anni in più di 110 paesi del mondo.
«Attraverso Aiesec Valley – ha spiegato Iadicicco – vogliamo creare una cooperazione attiva e proficua tra l’organizzazioni non governativa e le associazioni campane che entrano in contatto con noi, usufruendo di tutti i nostri servizi. Inoltre intendiamo far capire quanto il cambiamento sociale, se tutti decidono di attuarlo, sia possibile». La parola d’ordine è, dunque, cooperazione. Lo scopo del progetto “aiesec valley” è quello di creare un network dove gli aderenti possano trovare maggiore visibilità ed implementare i propri progetti e le proprie attività. Stagisti internazionali, training sostenuti da personaggi di spicco tra cui imprenditori, manager e professori universitari, che hanno fatto parte di Aiesec e  il supporto di grandi partner nazionali e locali: sono alcuni degli strumenti di cui potranno usufruire le associazioni, che parteciperanno all’operazione.
Al progetto, attivato da poco, sta lavorando un team di otto laureandi dell’Università degli studi di Napoli Federico II.  «Abbiamo già stretto – ha concluso Alessio Iadicicco – collaborazioni con associazioni, che risiedono nella provincia nord di Napoli, tra cui il comitato locale della croce rossa di Frattamaggiore e cantiere giovani; e con una partnership con il centro sociale “Carmine Pezzullo” di Frattamaggiore. Nella rete dell’aiesec valley anche l’associazione culturale e musicale Illimitarte, che la scorsa estate, nell’ambito del progetto “summer camp” ha tenuto uno stage sulle musiche del mediterraneo a ragazzi stranieri. È previsto per gli inizi di dicembre l’arrivo di nuovi stagisti».
di Emiliana Avellino

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