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ScArt, rifiuti e arte con i rifugiati

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ROMA. Nella capitale inaugurata la collettiva solidale con le opere del gruppo Refugee Scart. Dal 6 settembre all’8 ottobre 2012, nella storica cornice seicentesca della Sala della Crociera della Biblioteca Major del Collegio Romano, nell’ambito della Rassegna dedicata al “Tributo”, verranno esposte opere di Nanni Balestrini, Gianfranco Baruchello, Mirella Bentivoglio, Piero Dorazio, Toti Scialoja, e i teli artistici dei rifugiati protagonisti del progetto ScART. Nelle tele di Refugee ScArt le memorie di sofferenze, dilaganti come un oceano, diventano trame colorate, sogno ad occhi aperti di linee forme colori. I rifugiati, simbolo estremo di immigrazione, ma anche metafora dello scarto delle società, incontrano l’arte contemporanea italiana ed entrano con le proprie opere in uno spazio storico, cuore delle stratificazione della cultura d’occidente. I loro teli sono fatti di scarti, del rifiuto peggiore che l’uomo produce, la plastica. Ma “i vuoti a perdere nelle loro mani – come ha detto Erri De Luca nell’osservare una collezione di Refugee ScArt – sono trasformati in pieni a rendere dalla volontà di uscire dall’esclusione”.

IL PROGETTO – Da uno svantaggio un vantaggio, da un inquinamento una contaminazione, dal caos l’armonia. Il Seminario, con la straordinaria partecipazione di Erri De Luca, e la mostra che ne seguirà, vogliono aprire il dibattito ribaltando la domanda: non cosa può fare la società per loro, ma cosa loro, culturalmente, grazie alle loro sensibilità, storie, capacità produttive, hanno da offrire al mondo. (St. Mel.)

PER SAPERNE DI PIU’
Il sito di ScArt

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