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Cronaca

Fiume Sarno, la Regione fissa la scadenza: bonifica entro la legislatura

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Il risanamento del fiume Sarno da portare a termine entro 4-5 anni, ossia entro la fine della legislatura. L’annuncio del presidente della Regione Campania, Roberto Fico, durante la seduta monotematica al Consiglio regionale sul corso d’acqua campano durante cui è stata approvata una risoluzione unitaria, ripropone il tema una questione che va avanti da quasi 30 anni, con il Sarno che è storicamente considerato tra i fiumi più inquinati d’Italia e d’Europa, a causa di scarichi industriali abusivi, conciari e agroalimentari. “Tramite una nuova legge o la modifica di una norma, lavoreremo all’inasprimento delle sanzioni per chi si azzarda a sversare illegalmente, perché questo è un danno criminale alla salute delle persone, all’ambiente e al vivere comune”, ha aggiunto Fico, spiegando che “saremo inflessibili e implacabili. Faremo tutto il possibile per inasprire le pene dal punto di vista amministrativo, fino a sospendere licenze e autorizzazioni”, a proposito degli sversamenti nel fiume. Sempre Fico ha ricordato che la Regione Campania ha stanziato circa 400 milioni di euro per il risanamento e la messa in sicurezza del fiume. “E’ stato già fatto un bando, che è chiuso, e si lavora su un accordo quadro, proprio per andare in velocità e nella massima trasparenza”, ha spiegato Fico.

In precedenza, durante la seduta monotematica al Consiglio regionale, si è segnalato l’intervento del capo dell’opposizione e coordinatore regionale di FdI, Gennaro Sangiuliano, che ha consegnato una bottiglietta con i campioni d’acqua del fiume Sarno al presidente Fico, acqua prelevata questa mattina dal corso d’acqua, assieme al capogruppo dei conservatori, Sebastiano Odierna.
Sul Sarno, nelle scorse settimane c’è stata una sfida social, divenuta segnale di protesta, ossia versare acqua limpida nel fiume inquinato, un’iniziativa partita da Fosso Imperatore, località al confine tra Pagani e San Valentino Torio, in provincia di Salerno, arrivata fino alla foce grazie alla “Rete difesa del Sarno” di Castellammare di Stabia.

di Nicola Sellitti

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