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Ricerca oncologica: presidio dei lavoratori del Pascale, a rischio i posti di lavoro
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Martedì 28 luglio, alle ore 16.00, sotto la sede della Regione Campania, in via Santa Lucia a Napoli, si raduneranno sotto
le bandiere della FP CGIL di Napoli i borsisti e i 44 lavoratori della ricerca del polo oncologico campano, assunti con i fondi del PNRR. La protesta nasce per contrastare il ricorso sistematico a impieghi a termine e, soprattutto, per scongiurare che da agosto prendano avvio i primi recessi dei loro contratti.
le bandiere della FP CGIL di Napoli i borsisti e i 44 lavoratori della ricerca del polo oncologico campano, assunti con i fondi del PNRR. La protesta nasce per contrastare il ricorso sistematico a impieghi a termine e, soprattutto, per scongiurare che da agosto prendano avvio i primi recessi dei loro contratti.
Si tratta di professionisti impegnati nella ricerca oncologica presso l’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale, assunti negli ultimi anni grazie ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per potenziare l’attività scientifica del polo campano. I loro contratti, legati alla natura temporanea di quei fondi, cominceranno a scadere nelle prossime settimane, senza che al momento sia stata individuata una soluzione per la loro stabilizzazione: una prospettiva che rischia di disperdere competenze scientifiche costruite in anni di lavoro e riconosciute anche a livello internazionale.
Il presidio del 28 luglio arriva a pochi giorni da un primo sit-in organizzato all’esterno dell’istituto. «Dopo il sit-in di qualche giorno fa svolto all’esterno del Pascale — spiega Antimo Morlando, segretario regionale Sanità Pubblica della FP CGIL — si è deciso di continuare la protesta con un presidio sotto la sede della Regione Campania.
È mortificante l’indifferenza che la politica riserva a questi validissimi ricercatori — aggiunge Morlando — molti dei quali pluripremiati o che hanno rinunciato a proposte professionali all’estero pur di restare nella nostra comunità, e che oggi rischiano comunque di ritrovarsi senza lavoro. Ci auguriamo che il Presidente Fico possa ascoltarli e prorogare almeno i primi contratti in scadenza — conclude Morlando — per darci il tempo di portare avanti, a Roma, la richiesta al Ministro della Salute di percorsi rapidi di stabilizzazione».





