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Acqua pubblica in Campania, come stanno le cose e qual è la posizione dei comitati
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Cinque punti cardine per riaffermare la necessità di avere in Campania una gestione dell’acqua totalmente pubblica chiedendo al nuovo presidente della giunta regionale, Roberto Fico, non solo di rispettare la volontà popolare già chiaramente espressa con il referendum del 2011 ma anche la sua storia di attivista contrario all’ ingresso dei privati. Il Coordinamento Campano per l’Acqua pubblica non si arrende e rilancia la battaglia contro i gruppi pronti a fare affari con il cosiddetto “Oro Blu’’. «Vogliamo porre a Fico le nostre istanze e glielo chiederemo in un incontro, tenendo conto anche del suo passato a difesa dell’acqua pubblica. Andremo in delegazione che rappresentano tutta la Campania» preannuncia Padre Alex Zanotelli intervenuto in una recente assemblea pubblica al Centro Missionario di via Mezzocannone.
Le richieste, del Coordinamento sono chiare. Primo: annullare, prima della pronuncia del Tar prevista il prossimo 11 marzo, la gara per l’individuazione del socio privato per le Grandi Reti Idriche Campane avviando l’iter per la sua trasformazione in una società totalmente pubblica. Secondo: fermare tutti i percorsi di privatizzazione dei servizi idrici in tutti i distretti della Campania. Ed ancora: trasformare nuovamente la Società Acque del Sud da Società per azioni in una totalmente pubblica in sinergia con le regioni della Basilicata e della Puglia. Contrastare la volontà delle varie multinazionali (da Italgas ad Acea, da alcune società del gruppo Caltagirone a Suez e Blackrock) pronte a fare profitti gestendo sia la grande adduzione dell’acqua interregionale che i servizi nei vari distretti. Infine, costituire un tavolo tecnico che lavori al raggiungimento dell’obiettivo di una gestione totalmente pubblica.
«È un momento importante, cruciale, di cambiamento. Come tale, c’è la possibilità di fare delle scelte importanti – si dice convinto il docente di Diritto Costituzionale della Federico II Alberto Lucarelli tra le anime del Coordinamento campano per l’acqua pubblica – C’è un presidente della giunta che sin dai primi momenti era al nostro fianco per la raccolta delle firme per il referendum del 2011. Quando era presidente della Camera non ha reagito effettivamente in modo costruttivo rispetto al progetto proposto di attuare il risultato di quella consultazione popolare. Ma ora da governatore potrà avere la possibilità di farlo».
Su questo anche Padre Alex Zanotelli ricorda i trascorsi del presidente: «Abbiamo insieme preso parte alle contestazioni per il rispetto del referendum contro ogni idea di privatizzazione e lui ha fatto un’autocritica parlando del fatto che quando era al governo non è riuscito a mantenere la promessa». Ora, dicono dal Coordinamento, il governatore può dimostrare coerenza rispetto al percorso intrapreso oltre 15 anni fa su tema idrico. Ma la giunta regionale va compulsata, ne è convinto il professor Lucarelli. Occorre una «forte presenza politica e sociale» ma al contempo anche un «profilo tecnico oltre a una grande generosità». La necessità è quella di «creare le condizioni di sostenibilità giuridica, economica, sociale, culturale, ecologica, ambientale, territoriale. C’è la massa critica che può dare un contributo importante. Dobbiamo pretendere di essere ascoltati». Il docente di diritto Costituzionale ricorda come ci siano «grandissime società e anche piccole società che stanno spesso in contatto tra loro muovendosi a livello internazionale e sul piano locale. È arrivato il momento di rompere il cordone ombelicale che lega questi piccoli potentati locali con le grandi strutture. Ci vuole una spinta politica da parte dell’entità regionale, che deve dimostrare coraggio e anche razionalità».
Alex Zanotelli, padre comboniano, prende come testo cardine il libro Pianeta Acqua- Ripensare la nostra casa nell’universo’’ (edito in Italia da Mondadori) di Jeremy Rifkin, economista e sociologo statunitense secondo cui la risorsa idrica ha anche una matrice «ontologica. Il futuro dell’umanità dipende da un ripensamento radicale del nostro rapporto con l’acqua, fondamento materiale ed esistenziale da cui ripartire. Proporre una politica dell’acqua in quanto fondamento della vita». Secondo Zanotelli «c’è una correlazione tra ecologia e civiltà. Va resa l’acqua un soggetto, fonte della vita come diceva nel Laudato Si’ Papa Francesco. Padre Alex sostiene la proposta di Rifkin, affinché le Nazioni Unite cambiano la definizione della Terra dal pianeta Terra a pianeta dell’Acqua. L’acqua è quello che ci rende unici nell’universo ma si sta anche ribellando. «L’aumento degli eventi estremi, la scomparsa dei ghiacciai, le alluvioni indicano proprio che l’acqua è un bene prezioso da preservare senza però che le società ci facciano affari». La palla, ora, passa nelle mani del governatore Roberto Fico che ha la possibilità di rispettare il suo trascorso di attivista battagliero in favore dell’acqua pubblica.
Di Antonio Sabbatino






