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“Lilium” di We Can: il giglio d’arte contemporanea a Nola

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L’associazione We Can, che dal 2012 opera nel territorio del nolano, persegue obiettivi sociali legati a tematiche ambientali e di sostenibilità, di salvaguardia e valorizzazione del territorio con progetti di cittadinanza attiva e riqualificazione urbana.

Ultimo importantissimo progetto portato a termine lo scorso dicembre dopo due intensi anni di progettazione e lavorazione è stata l’istallazione di un’imponente opera scultorea d’arte contemporanea donata alla città di Nola. “Lilium” è un’opera istallata in piena città, in Piazza Marconi, e rappresenta il perfetto connubio tra la contemporaneità e la storicità della tradizione religiosa e popolare che da sempre connota Nola ovvero la devozione per San Paolino e la festa dei Gigli, ormai consacrata anche dall’Unesco come patrimonio immateriale. L’opera sintetizza, con forme geometriche pulite e ottimi materiali, la forma del Giglio e i simboli del patrono. «L’idea nasce per dare valore a un’area con un’opera che duri nel tempo. In città ci sono tanti monumenti antichi e l’arte sembra ferma nel tempo per cui abbiamo voluto con Lilium creare un ponte con i nostri tempi dando all’arte cittadina nuove forme e nuovi colori» afferma Daniele Siciliano, associato di We Can e designer dell’opera. La figura ricorda la forma di un campanile svettante verso l’alto a rappresentare l’“alzata” del giglio ma anche l’innalzamento spirituale. L’opera è alta 5 metri e ha una base di oltre 2 metri; è composta da varie forme geometriche, triangolari e trapezoidali, che in un sapiente gioco di pieni e vuoti crea movimento e leggerezza.

«Siamo riusciti a progettare e realizzare l’opera grazie alle donazioni del 5 per mille. Con un lavoro di squadra che ha visto impiegati anche ingegneri presenti in associazione abbiamo potuto fare questo splendido regalo di Natale a Nola e i suoi cittadini» sottolinea Siciliano.

Sono presenti nella parte alta la mitra e il pastorale, simboli del Santo, mentre alla base è posizionata una barca che evoca il ritorno di San Paolino e la sua redenzione. Ammirando lateralmente la scultura si nota in alto un riquadro nel quale si vede la figura del Santo e un trapezio che richiama la forma di una campana, il cui uso nelle chiese si dice sia proprio opera del santo di Nola. Sempre lateralmente, all’altezza della barca, sono posizionate le iniziali delle corporazioni che alzano il giglio ovvero nell’ordine Ortolano, Salumiere, Bettoliere, Panettiere, Beccaio, Calzolaio, Fabbro e Sarto. Anche l’uso dei colori è specifico: c’è il rosso che richiama l’amore per il divino, il giallo per la santità, l’oro che è il colore della trasfigurazione e i toni del legno del corpo principale della statua che riprendono i colori delle strutture dei gigli. Il materiale impiegato per la costruzione è acciaio corten, materiale pronto a resistere agli agenti atmosferici e perfetto per l’istallazione en plein air. Un’opera elegante anche nel nome che in città è piaciuta a tutti.

 

di Emanuela Nicoloro

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