Baby Pit Stop al Mann: il progetto per l’infanzia di Unicef e Soroptimist Italia

Uno spazio interamente dedicato alle mamme e all’allattamento dei loro piccoli. Sarà questo il Baby Pit Stop che verrà inaugurato al Mann il 15 luglio alle 19.30, in occasione della programmazione culturale dei giovedì sera, alla presenza del direttore Paolo Giulierini, della presidente Soroptimist Italia Mariolina Coppola e della presidente Unicef Campania Emilia Narciso. Il progetto è promosso da Unicef e Soroptimist International d’Italia, l’associazione mondiale di donne impegnate nel sostegno all’avanzamento della condizione femminile nella società e nel mondo del lavoro, per contribuire alla creazione di una sala permanente dedicata alle donne e ai bambini, secondo quanto prevede la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Soroptimist Italia ha donato al Museo una poltrona di design, dal nome non casuale “Big Mama”: il Baby Pit Stop si configura così non solo come spazio riservato per le mamme, ma anche come un angolo di approfondimento, per scoprire, attraverso l’arte antica, il significato dell’allattamento nel corso dei secoli. In prossimità della postazione, infatti, saranno presentati in vetrina tre reperti (opere poco note, provenienti dai depositi o sottoposte a restauro): il bronzetto della collezione Borgia raffigurante Iside lactans, risalente al tardo periodo dinastico (664-332 a.C.); la dea in trono che allatta il figlio Horus/Arpocrate; un bronzetto di età tolemaica (332-30 a.C.) raffigurante una donna che porta su una spalla il simulacro della dea gatta Bastet, legata alla fecondità, alla maternità e alla tutela della sfera riproduttiva; infine un gruppo votivo in bronzo di età romana (I secolo a.C. – I secolo d.C.), con la rappresentazione di una gatta che allatta i cuccioli (in foto), ancora una volta immagine della dea Bastet nel suo aspetto di madre e nutrice. Inoltre con il prossimo restyling dell’Atrio il Baby Pit Stop sarà arricchito da una libreria, con volumi per l’infanzia donati dall’azienda Coelmo.

di Giuliana Covella