Croce Rossa, tamponi gratis in piazza Garibaldi: «Aiutiamo vulnerabili e fragili»

Un ulteriore contributo per il tracciamento di eventuali positivi al Coronavirus, compresi i cosiddetti invisibili – senza fissa dimora o stranieri non regolari – più difficili da intercettare ma al pari degli altri a rischio contagio. Una postazione fissa dinanzi a un luogo strategico come la stazione centrale di piazza Garibaldi a Napoli nella quale effettuare tamponi rapidi 7 giorni su 7 sino al 30 settembre. La Croce Rossa Italiana, in collaborazione con le Ferrovie dello Stato che ha messo a disposizione gli spazi, avvia in città il progetto Increasing Covid-19 Mobile Testing Capacities finanziato dall’Unione Europea per 35 milioni di euro complessivi interessando 7 Paesi: Spagna, Portogallo, Grecia, Malta, Austria, Germania e Italia dove sono coinvolte città da Roma a Milano a Bari passando per Bologna, Cagliari, Firenze, Reggio Calabria, Venezia, Torino e appunto Napoli. L’inaugurazione del padiglione di piazza Garibaldi questa mattina alla presenza dei rappresentanti locali della Cri Italiana insieme ai volontari, forze dell’ordine e istituzioni. Senza prenotazione preventiva, i tamponi rapidi saranno effettuati ogni giorno dalle 10.30 alle 14.30 a tutti coloro che lo vorranno. I risultati del test naso-faringeo saranno poi comunicati ai diretti interessati e caricati anche sulla piattaforma regionale Sinfonia.

Le parole del presidente Monorchio Il presidente del Comitato Croce Rossa di Napoli Paolo Monorchio è raggiante per l’iniziativa a tutela della salute di tutti, indiscriminatamente. «La stazione centrale è un posto strategico, qui è più facile supportare le persone più vulnerabili e fragili. Il progetto è rivolto anche a chi ha ulteriormente bisogno di aiuto» afferma. Ma qual è l’obiettivo di questa campagna di screening che si estenderà nell’arco di 4 mesi con l’ipotesi tutt’altro che remota di confermarla anche dopo qualora i risultati saranno soddisfacenti? «Arrivare a 300-400 tamponi al giorno ma aumentare ulteriormente il numero in base alle necessità. Un grazie anche alla Regione Campania che consentendo di mettere i risultati in piattaforma renderà più completo il percorso di assistenza».

La parola ai “tamponati’’ Già oltre mezzora prima dell’apertura del ciclo di tamponi rapidi, diverse le persone in fila per effettuare il test rapido naso faringeo. Il primo è Pasquale, residente ai Ponti Rossi e 85 anni splendidamente portati. Indossa la spilla “Mi sono vaccinato’’ ma non ha comunque voluto rinunciare all’opportunità di piazza Garibaldi. «Io sono anziano – dice con uno splendido sorriso – e bisogna ancora stare attenti con il Covid anche se io mi sono vaccinato. Non si può mai sapere e quest’occasione non me la sono lasciato sfuggire». Preoccupati appaiono Angela e suo figlio di 14 anni, che ha l’influenza. «Senza il risultato del tampone, il medico ci ha detto che mio figlio non può ricevere le cure. Ecco perché, con un po’ di ansia, siamo venuti qui stamattina». Incuriosito dal grande afflusso della stampa è Ciro, operaio. «Ho fatto già parecchi test, tutti negativi, però se si può venire senza fare prenotazioni perché rinunciare? Fortunatamente in famiglia non abbiamo avuto casi però non ne siamo ancora fuori sebbene la campagna vaccinale sia stata incrementata».

L’assessore Menna «Quest’iniziativa permettere di controllare, in una fase della pandemia in cui si auspica di andare in zona bianca, anche quella fascia di popolazione che non si può permettere un tampone privatamente e ai fragili della città, senza fissa dimora e migranti non ancora inquadrati nel sistema sanitario locale e che vivono soprattutto nei pressi di piazza Garibaldi» afferma l’assessore comunale alla Salute Francesca Menna. Ma intercettare i fragili non è certamente facile.  «È un problema grosso riguardante la scala nazionale – commenta Menna – L’idea di accogliere riguarda la possibilità di accoglierle nel sistema sanitario regionale. Le leggi nazionale in materia però a volte sono troppo ambigue e una porzione di cittadinanza non riesce a essere intercettata anche se il lavoro degli operatori dell’Unità di Strada comunale è eccellente perché vanno lì dove le istituzioni non arrivano».

di Antonio Sabbatino