Mucca pazza: l’Efsa (European Food Safety Authority) smentisce il Ministero della Salute

efsaROMA – Sul numero di casi di mucca pazza effettivamente riconosciuti e registrati in Italia si fa una vera e propria fatica a raggiungere una quadra. L’Associazione dei consumatori CODICI ha presentato le integrazioni agli esposti depositati a luglio 2014 riguardo gli 8 casi sospetti di sindrome neurodegenerativa di Creutzfeldt-Jakob. Nelle integrazioni è stata riportata la risposta che CODICI ha ricevuto dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità, in merito alla precedente richiesta di accesso agli atti. Secondo l’Istituto, nel “Registro Nazionale della Malattia di Creutzfeldt-jakob (MCJ)” risultano confermati 7 casi su 8 di sindrome neurodegenerativa di Creutzfeldt-jakob, di cui 6 di MCJ sporadica ed uno di MCJ genetica. Le morti si concentrano in un lasso di tempo relativamente breve (febbraio-giugno 2014) e sono dislocate in diverse aree geografiche del Paese (Bergamo, Cagliari, Fano, Firenze, Caltanissetta, Lodi).

Fatto sconcertante riportato nelle integrazioni è ciò che, nel 2011, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha scritto nella pubblicazione scientifica “EFSA in focus: Alimentazione” (numero 9 – maggio 2011) riguardo alle prove scientifiche sui possibili legami tra le encefalopatie spongiformi trasmissibili (TSE) negli animali e negli umani. l’Autorità sostiene che la forma sporadica della malattia di Creutzfeld-Jacob (SMCJ), fra le più comuni riscontrate nell’uomo, potrebbe essere zoonotica (vale a dire trasmessa dagli animali). La raccomandazione dell’ente internazionale è quindi quella di monitorare il tipo di encefalopatie sia negli uomini sia negli animali. Il parere dell’EFSA, riguardo alla possibile provenienza zoonotica della sindrome nella forma sporadica riscontrata nell’uomo, si scontra quindi con quello che è stato dichiarato dal Ministero della Salute e dell’ISS. La maggior parte dei casi, così come evidenziato da CODICI, risulta essere riconducibile alla sindrome sporadica. Quindi perché minimizzare?

Inoltre, l’Associazione ha sottolineato nuovamente nelle integrazioni agli esposti i forti dubbi che nutre in merito alla cura con cui vengono segnalate le forme probabili o certe della malattia di Creutzfeld-Jacob. Nel registro tenuto dall’ISS infatti sono inseriti solo quelli riconosciuti con “accuratezza diagnostica superiore al 95%”. E gli altri? Tutti gli i casi che non raggiungono il 95%? Come ricordato dall’EFSA andrebbero monitorati. Tuttavia il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità non sembrerebbero interessati. CODICI si chiede a questo punto se il Direttore generale delle Malattie infettive del ministero della Salute, Maria Grazia Pompa, abbia informato il ministro Beatrice Lorenzin sul reale numero di casi e la necessità invece di controllare il fenomeno. Va ricordato che la malattia viene trasmessa dal prione, una proteina mutata geneticamente. La sua proprietà virale è talmente elevata che l’Oms suggerisce di distruggere gli strumenti usati dopo l’analisi e l’esame autoptico. Il timore è che, visto il rigore delle procedure richieste, le autopsie in caso di sospetta malattia non vengano eseguite. Ciò potrebbe far supporre che gli accertamenti non vengono effettuati e l’ideale indice di “accuratezza del 95%” non sia nemmeno sfiorato.

 

di Danila Navarra

 

 

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