SodexoBenefits&Rewards: le PMI scelgono il “Pass gift” per il personale

ARCHITTETTI AL LAVOROROMA – Incentivazione e regalistica sono le scelte più utilizzate dalle aziende in termini di gratificazione del personale. Questo, quanto emerge dall’Osservatorio SodexoBenefits&Rewards, che ha scelto di condurre una ricerca  sulla reale rispondenza delle aziende italiane alle politiche di welfare e motivazione delle risorse.

I DATI – Secondo l’osservatorio, su oltre 4mila imprese, il 44% con meno di 150 dipendenti sceglie soluzioni come incentive e regalistica per premiare i propri lavoratori o gratificarli in occasione di ricorrenze e festività. Soprattutto in vista del Natale, il benefit più gettonato sembra essere il “Gift” , inteso sia come regalo in ottica motivazionale, sia come premio per il raggiungimento di un obiettivo. «Per andare incontro all’evoluzione del settore e sostenere l’innovazione- commenta Paolo Corno, Direttore Commerciale SodexoBenefits&Rewards- abbiamo pensato di sviluppare un tool che permetta all’azienda di inviare il benefit in digitale tramite e-mail personalizzando completamente “il regalo”, sia con un testo di auguri o congratulazioni, sia con le immagini. Il dipendente riceve un’e-mail con un link al catalogo on-line e potrà scegliere se spendere il suo buono tra i partner off-line (oltre 3.500 partner shopping ed experience) oppure frazionare il suo buono tra acquisti on-line e off-line». Tra i vari gift quello piu’ gettonato è il buono benzina.  L’obiettivo della soluzione Pass Gift? Dare valore alla soddisfazione del personale, ma soprattutto, soddisfare il potere d’acquisto dei dipendenti che con le feste Natalizie in arrivo aumenta in maniera esponenziale. «La logica –spiega Corno – è quella di un flexible benefit che renda la scelta da parte del dipendente flessibile e molto varia  dal punto di vista della spendibilità e che risulti per i datori di lavoro deducibile al 100%, esente IVA e semplice a livello logistico e organizzativo, senza contare la sorpresa e il valore di un regalo percepito come personale»

di Sabrina Rufolo

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