Movi e Libera, il volontariato nei beni confiscati alla mafia

associazione-liberaVENEZIA- Sarà un campo di volontariato dedicato ai giovani la struttura che sorgerà a Campolongo Maggiore per ridestinare gli spazi una volta occupati dalla Mala del Brenta e che sono stati confiscati dallo Stato. L’iniziativa, nata grazie all’ impegno e alla comunione di intenti del Movi sezione Veneto e dell’associazione Libera della Riviera del Brenta, si svolgerà nella villa una volta appartenuta a Felice Maniero, ex boss mafioso e in altre due ville, confiscate ad altri esponenti della Mala. Il campo, che sarà inaugurato durante la prossima estate e le cui attività si svolgeranno dal 27 luglio al 3 agosto, ospiterà 20 giovani tra i 18 e i 30 anni provenienti da tutta Italia. I ragazzi saranno impegnati nella costruzione di un «Giardino della legalità» nella prima villa, volta alla promozione di attività a favore della legalità e della giustizia sociale, saranno avviate attività di restaurazione e manutenzione nella seconda villa e saranno instaurati orti sociali, destinati alla fruizione da parte dei ceti meno abbienti, nella terza struttura.

L’IMPEGNO DELLE ASSOCIAZIONI- Avvicinare i giovani alla questione della legalità e alla giustizia sociale, nonché prendersi cura dei beni comuni sono gli assi principali su cui il progetto di Movi e Libera intende muoversi. «Campolongo Maggiore si differenzia da altri territori perché l’amministrazione non ha solo assegnato meccanicamente i beni ma continua a gestirli assieme alle associazioni,  – spiega Walter Mescalchin, di Libera Veneto – l’asso vincente di questa amministrazione è stato quello di non aver semplicemente rimosso il problema, ma è riuscita ad affrontarlo». Solo nella provincia di Venezia i beni confiscati alla mafia ammontano a 34, mentre su tutto il territorio veneto sono 88: circa trenta di questi sono ubicati nella zona di Campolongo Maggiore e tutti appartenenti alla Mala del Brenta.
Ma i campi di volontariato per la tutela della legalità e dell’avvicinamento dei giovani a tale realtà non saranno limitati al Veneto:  12 sono le regioni italiane impegnate nell’implemento di strutture analoghe a quella di Campolongo e saranno avviate nei beni confiscati alla mafia in Sardegna, Sicilia, Calabria, Campania, Puglia, Umbria, Marche, Abruzzo, Emilia-Romagna, Piemonte e Lombardia. Le iscrizioni sono aperte a tutti e sarà possibile registrarsi tramite il sito di Libera.

 

di Claudia Di Perna

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