Rifiuti bruciati nei cementifici, la mobilitazione degli ambientalisti

cementificioROMA. Cementifici che diventano inceneritori, come se bruciare combustibili fossili e rifiuti fosse la stessa cosa. Non lo è, ma un decreto del ministro dell’ambiente Corrado Clini rischia pericolosamente di assimilare le due tipologie. Con tale decreto, se approvato dalla Camera, si trasformerebbero i 59 cementifici presenti in Italia in inceneritori di rifiuti che, probabilmente, potrebbero essere del tutto (o quasi) riciclabili. Le conseguenze possibili le spiega Franco Matrone di Zero Waste Italia: «Le ceneri tossiche e nocive non dovranno più essere smaltite a costi elevati in discariche speciali, ma inglobate pari pari nei cementi. Quindi anziché un costo diventano un guadagno, facendo crescere il volume e il peso dei cementi prodotti. Chi andrà poi a raccontare ai lavoratori edili che quando manipolano le sacchette di cemento inalano metalli pesanti e polveri cancerogene? Chi avvertirà i residenti delle abitazioni costruite con quel cemento che le loro case spolvereranno nei decenni futuri polveri metalliche e molecole tossiche?».

ECCO CHI HA DETTO SÌ. Il Decreto Clini ha ricevuto l’approvazione condizionata della commissione “Territorio, ambiente, beni ambientali” del Senato. Tuttavia, verbali alla mano, dei senatori presenti nessuno ha sentito il bisogno d’intervenire. Ecco chi erano: D’Ali (Pdl), Alicata (Pdl), Vallardi (Lega Nord), Della Seta (Pd), Ferrante (Pd), Mazzuconi (Pd). Il 22 gennaio, invece, il provvedimento è stato momentaneamente stoppato alla Camera, dove il presidente della commissione Ambiente – su proposta dei deputati Bratti, Mariani e Miotto del Partito democratico – ha rinviato la discussione per una nuova convocazione della commissione, prevista l’11 febbraio. Intanto, tutta l’Italia ambientalista si mobilita per dire no al decreto Clini. Il Coordinamento Nazionale Rifiuti ed Energia ha organizzato una mobilitazione nelle giornate dell’8 e 9 febbraio. A Napoli l’appuntamento è per domani, venerdì 8 Febbraio dalle ore 16.30, a via Roma con un presidio informativo. Poi lo spostamento sotto la sede della Prefettura in Piazza Plebiscito. L’iniziativa è della rete Commons (comitati anti discarica di Chiaiano, Marano, Mugnano, Casoria, Afragola e provincia nord di Napoli)

di Francesco Gravetti

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